Roma, 27 Gennaio 2020 - 1:50

Storie da tram

Francesca Piro

Anatomopatologa e fondatrice del salotto letterario "“La linea d’ombra”

12 Novembre 2019

Il successo de “La Linea d’Ombra” anche grazie a quel “messaggio in bottiglia” a RomaH24

“Sono una giornalista di Io Donna. Sto preparando un articolo sulla propagazione dei salotti letterari in casa e, casualmente, mi sono imbattuta in un articolo sulla Linea d’Ombra. Vorrei saperne di più”.

Il dottor Pietro Bartolo a La Linea d’Ombra

Ecco, è andata così circa un mese fa. Mentre il tram mi trasporta verso casa, al ritorno dal lavoro, leggo sul cellulare un paio di mail arrivate qualche ora prima e che non avevo aperto. Una mi lascia basita. Leggo il nome di chi mi scrive, lo riconosco, vado a cercala on line per avere conferma, riguardo la mail, leggo bene l’indirizzo… Sì, la giornalista ha scritto a me… dice proprio Linea d’Ombra… Rispondo. Poi ci siamo sentite al telefono e subito ci siamo intese. Ho capito che sarebbe stato bello parlare con lei. Ho raccontato La Linea, ho detto tante cose, l’ho travolta di parole, ma lei ha saputo cogliere gli spunti più importanti. L’articolo è stato poi pubblicato su Io Donna del 9 novembre. Un bel pezzo, anche provocatorio, che induce a riflettere, a ragionare sul perché sta succedendo che le persone preferiscano incontrarsi in casa per ascoltare un autore, invece che in libreria o nelle biblioteche. E  poi un bel moto d’orgoglio dentro di me… guarda lì… il mio salotto in mezzo a molti altri di “più alto lignaggio”. La mia Linea d’Ombra, tutta la mia anima è lì, in quella piccola foto di uno degli incontri. Mi commuovo.

Questa storia però non è un caso, ha radici più lontane. Più di due anni fa, in una sera di gennaio 2018 mentre aspettavo che la mia pizza a portar via fosse pronta, seduta sulla panchina in piazza Buenos Aires mandai un messaggio privato sulla pagina Facebook di RomaH24 Trieste-Salario, ovvero a questo giornale, quello che ospita il mio blog. Come si direbbe: a message in the bottle… scrivo, premo “invia” e plouf! È andata… “Ma chissà se mi rispondono”, mi sono detta. Volevo, con quella mia nota, far conoscere al giornale – che già da tempo si era diffuso nel quartiere e che aveva suscitato il mio interesse per la puntualità delle notizie e la capillarità dell’informazione – la mia iniziativa del tutto personale e autogestita. “Scrivo loro, così magari ne parlano sul giornale, per far sapere che nel quartiere succede anche questo”. Quella sera stessa, una giornalista di RomaH24 mi contattò e da allora il dialogo con loro non si è mai spento. RomaH24 ha iniziato a seguire La Linea d’Ombra nei suoi appuntamenti, a volte i giornalisti hanno partecipato a qualcuno degli incontri e sono stata intervistata più volte, fine ad essere inclusa, con il mio salotto, nel 2° volume “Trieste-Salario in 100 personaggi (+1). Vite di quartiere”.

Ecco perché Io Donna mi ha trovato. L’articolo cui la giornalista fa riferimento è uno di quelli pubblicati su questo giornale. Se sono sulla stampa nazionale è anche un po’ merito di RomaH24 Trieste-Salario.

Dice Simone Perotti, lo scrittore mio caro amico, tante volte ospite a La Linea: lavora al tuo sogno mezz’ora al giorno, tutti i giorni. Io questo non dimentico mai di farlo. Soprattutto se ho fame e la pizza tarda ad arrivare.