9 ottobre 2019 - 11:43 . Flaminio . Cronaca

Albergo etico al Flaminio, parla l’ideatore: “Ecco perché l’ho creato”

“Qui do ai ragazzi la possibilità di esprimere al meglio i propri talenti e di imparare una professione, affinché possano un giorno essere pronti a entrare nel mondo del lavoro”. L’ingegnere Antonio Pelosi, 45 anni, è l’ideatore dell’Albergo etico che sorge in via Pisanelli 39. Diciotto camere, una sala conferenze, ristorante e bar; ma non solo, c’è anche una cappella. Il motivo? La struttura era un convento, poi diventato scuola elementare, quindi nuovamente convento e infine caduto in disuso. Pelosi l’ha ristrutturata e, oggi, dà lavoro a dodici giovani con disabilità.

La targa all’esterno riporta: “Albergo etico, the first in Rome”. “La speranza è che presto ci sia anche un second e un third – continua l’ingegnere – mi auguro che altri albergatori seguano il mio esempio”. Nel 2007, in seguito a un brutto incidente in moto, Pelosi è rimasto tre settimane in coma. Nella lunga e difficile riabilitazione si è dato un obiettivo che l’ha aiutato a risorgere: assistere chi è in difficoltà affinché possa vivere una vita normale. “Nella mia struttura lavorano dodici ragazzi disabili, assunti a vario titolo. In seguito all’incidente non ero più capace di parlare, scrivere, camminare, sono stato anch’io un disabile, so cosa significa. L’obiettivo dell’albergo etico è di portare alla luce le possibilità di questi ragazzi, intuire dove possono essere utili in base ai loro talenti e così indirizzarli alle varie mansioni”. Il tutto senza guadagnarci un euro, il progetto è no profit: “I soldi dei clienti servono a coprire le spese della struttura e i mutui con le banche, il resto viene donato”.

La reception

Nelle intenzioni c’è quella di farla diventare molto più di una struttura ricettiva: “L’albergo etico è aperto a tutta la comunità, anche semplicemente per bersi un caffè o per un aperitivo o per uomini d’affari che hanno bisogno di un ufficio. Presto metteremo a disposizione anche alcune auto elettriche”.

“La soddisfazione più grande? – chiosa Pelosi – quando i clienti vanno via non si accorgono neanche della differenza con un hotel, per così dire, normale”.

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