25 maggio 2019 - 18:18 . Flaminio . EXTRANEWS

Vi sveliamo chi ha attaccato il misterioso manifesto “poetic area” in via del Foro Italico e perché

Viaggiando in via del Foro Italico, subito dopo viale della Moschea e poco prima dell’uscita per prendere via Salaria, non si può fare a meno di notare un manifesto. Su una delle centraline Acea lungo la pista ciclabile, che costeggia la strada, spicca lo sfondo bianco di un cartello affisso recentemente. “Poetic area for urbano de-coro Roma”, è scritto in nero. E nient’altro, a parte la firma: Qwerty. A questo punto, le domande sorgono spontanee: cos’è Qwerty? E in cosa consiste una poetic area?

Qwerty è un progetto nato nel 2014 dall’idea di due street artist, che da qualche anno ormai lasciano le proprie tracce per le strade della Capitale. Il segno di riconoscimento è sempre lo stesso: un omino nero stilizzato. Ha il petto piatto come quello di un uomo e ai piedi porta calzature da donna. Ma cosa rappresenta? “Una rivoluzione artistica. La congiunzione di arte visiva, poesia, arte minimale e arte parassitaria. Un’arte fatta di interventi di rapida realizzazione, e riconoscibile. Ma soprattutto un’arte che è quella che è. Semplice”, è spiegato sul sito qwertyproject.org.

Nel 2019 il suo ha avviato una nuova iniziativa: #thinkpoetic. L’idea è quella di coprire i tanti cartelli del circo che invadono Roma. Abusivi e non. Basta poco: un manifesto, un po’ di colla e un secchio di vernice nera. Così gli artisti di strada “rubano” spazio alla cartellonistica della Capitale. E dopo che gli spazi in questione sono diventati delle “poetic area”? Attendono che il gruppo Qwerty gli rifaccia il look, tracciando i contorni di quell’omino che, dal muro di una metro o dal palo di una strada, offre un fiore o un cuore ai passanti.

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