8 Marzo 2021 - 3:33 . Flaminio-Parioli . Cronaca

Anti-Covid, le farmacie: “Noi pronti a vaccinare, ma attendiamo il protocollo”

Farmacia
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Entro la fine di marzo dovrebbero iniziare le somministrazioni dei vaccini anti-Covid nelle farmacie di Roma e della regione. Per questo abbiamo chiesto ad alcuni farmacisti del nostro quartiere – già attivi da mesi nell’effettuazione dei test antigienici – che cosa ne pensano, se sono pronti e in che modo dovranno attrezzarsi per far fronte alla richiesta.

Dalla Farmacia Parioli si dicono “mentalmente propensi” alla possibilità di poter somministrare l’anti-Covid. “La nostra disponibilità è piena, così come lo è stata per i tamponi e i test sierologici“, spiegano dalla farmacia di piazza Santiago del Cile. “Il ruolo delle farmacie sta cambiando e per forza di cose dobbiamo adeguarci alle esigenze attuali dei cittadini, cercando di alleggerire il peso sul Sistema sanitario pubblico fornendo nuovi servizi, come le vaccinazioni”.

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UN GAZEBO DOVE FARE IL TEST PER IL COVID DAVANTI A UNA FARMACIA

“Confidiamo che il protocollo che stanno mettendo a punto Regione e FederFarma sia di facile applicazione”, risponde il titolare della farmacia Tre Madonne di via Antonio Bertoloni. “Ci sono degli aspetti che ancora non sappiamo come verranno gestiti, uno fra tutti la necessaria presenza di medici e infermieri per gestire i pazienti nel momento successivo alla somministrazione”.

Un altro punto da approfondire secondo i farmacisti dei nostri quartieri è quello degli spazi. “Non tutte le farmacie hanno locali in grado di accogliere tante persone contemporaneamente, ma se fosse possibile realizzare dei tendoni esterni alle strutture noi saremmo pronti a somministrare il vaccino anti-Covid”, dice Laura Guarnacci, titolare dell’omonima farmacia di via Flaminia.

“Siamo disponibili a effettuare questo importante servizio, ma ci tengo a dire che la nostra priorità è la sicurezza dei pazienti“, continua la dottoressa Guarnacci. “Anche se le farmacie non somministreranno il vaccino alle fasce più anziane e quindi più a rischio, è opportuno pensare a un protocollo che garantisca massima sicurezza”.

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