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7 ottobre 1943: i nazisti uccidono donna Rosa, madre impavida

di Sergio Campofiorito

In viale delle Milizie 76 c’è un portone aperto su un cortile interno. Nessun segno particolare che, anche qui, è passata la storia del quartiere. Questo luogo, all’apparenza anonimo, si lega al nome di una delle tante donne che si sono opposte al nazismo, anche nella loro quotidianità, senza necessariamente aderire a movimenti di lotta. Quel portone cela la storia di Rosa Guarnieri Calò Carducci, madre impavida.

Il 7 ottobre 1943, i tedeschi si sono presentati davanti alla sua porta, poiché da giorni sono impegnati a rastrellare manovalanza per i lavori forzati. Vanno di casa in casa, armi in pugno e, quando non ricevono risposta, buttano giù la porta e arrestano chiunque si trovino davanti. Vorrebbero farlo anche in casa di Rosa, dove si nascondono suo figlio e alcuni giovani, ma la donna si oppone. Quando i tedeschi sfondano l’uscio, Rosa cerca di ritardarli, facendo scudo con il proprio corpo.

Una salva di mitra la uccide, ma grazie a lei i ragazzi riescono a mettersi in salvo.

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