FuoriQuartiere | Thomas Torelli

Chi è il creatore della tv che combatte l’odio

Romano della Garbatella, l’ufficio a Trastevere, la famiglia a Monteverde. È lungo questo asse che si sviluppa la vita a mille all’ora di Thomas Torelli, 44 anni, filmmaker, documentarista, produttore. E padre. Padre di Isabel e della “treenne” Amelie (“buona, amore, ché papà sta facendo un’intervista…”), e da qualche tempo anche della piattaforma streaming “Uam Tv”, assieme Daniele Di Gregorio. Romano anche lui, del Portuense. Ed è quindi idealmente da qui – da Garbatella e Portuense, dal polmone meridionale di Roma – che decolla un progetto planato ormai da qualche giorno anche nelle case del Flaminio e dei Parioli.

THOMAS TORELLI

Torelli, cos’è Uam Tv? E perché mai un lettore di RomaH24 dovrebbe andare a dare un’occhiata?
Non direi solo i lettori. Uam è l’acronimo di “Un altro mondo”. È una webtv online. È una casa per tutti gli artisti che non hanno trovato spazio nella grande distribuzione. Per tutti i registi indipendenti esclusi dai circuiti mainstream.

E cosa l’ha spinta ad assumersi il rischio di un’impresa così ardita?
Mi ero reso conto che esiste un pubblico vastissimo interessato a tematiche etiche, ambientali, sociali e persino esoteriche, non rappresentate dalla tv tradizionale. Sa perché il 90% dei documentari prodotti in Europa non si trovano in distribuzione? Perché la tv è diventata intrattenimento fine a se stesso.

Il vostro slogan è “La Tv che può cambiare la vostra visione del mondo”. Cioè?
È il secondo motivo che mi ha convinto a lanciarmi in questa avventura. Il pubblico è stufo delle cattive notizie. Sono convinto che le persone siano state educate all’odio. Se crei una tv che dà delle buone notizie, infondi speranza. Una speranza che può moltiplicarsi. Nell’89, i tedeschi di Berlino Ovest applaudivano mentre cadeva il Muro ed entravano i cittadini di Berlino Est. Lei pensa che oggi accadrebbe la stessa cosa, se i messicani abbattessero il muro con gli Stati Uniti? Ho fatto un calcolo. Nell’89 c’erano 16 muri nel mondo. Trent’anni dopo, sono 72.

Quindi alla base di Uam Tv non c’è solo un ragionamento economico.
Esatto. Le finalità di questa piattaforma sono anche etico-sociali. Oggi i media determinano il pensiero collettivo. Mi viene in mente il documentario del regista Michael Moore in “Bowling a Columbine”. Moore dimostrò che in Canada nessuna imbracciava un’arma per uccidere all’impazzata degli sconosciuti, come negli Usa. Eppure, anche in Canada è facilissimo acquistare delle armi. È la diversa narrazione dei media a fare la differenza.

E qual è la vostra ricetta?
Il Tg delle buone notizie.
 Va in onda la mattina. Lo conduce Rosita Celentano. Un giorno, senza sapere ancora nulla di Uam Tv, mi rivelò che sarebbe stato il suo sogno. Le risposi: “Ecco, noi lo stiamo realizzando”.

Istruzioni per l’uso. Come si fa a vedere Uam Tv?
Basta andare su uam.tv. L’abbonamento annuale costa 69 euro, quello mensile 7,50 euro.

Qual è stata la risposta del mercato?
Siamo appena partiti. Ma in estate, nella fase di lancio, abbiamo registrato oltre mille abbonamenti. Il nostro modello è Netflix.

Addirittura?
Diceva il motivational speaker americano Les Brown: “Punta alla luna. Mal che vada, avrai vagabondato tra le stelle”.