FuoriQuartiere | La storia

Quando Nanni De Angelis dei Parioli venne accoltellato ad Annibaliano

di Emiliano Magistri

Risse, scontri, tensioni politiche. Sono i cosiddetti “anni di piombo”. Uno dei periodi più bui e drammatici della storia italiana del dopoguerra. E anche della storia dei Parioli. Atti di violenza e aggressioni tra esponenti di opposte fazioni sono all’ordine del giorno. Come quel 19 settembre 1978.

La politica, il desiderio di cambiamento, anima le menti di tanti giovani di destra e sinistra. Giovani che non rinunciano al proprio ideale anche a costo di usare le armi. Uno scontro, violentissimo, tra fascisti e autonomi, scuote piazza Annibaliano. Nazareno, detto “Nanni”, De Angelis, oltre a essere un giocatore di rugby, è uno dei leader di Terza Posizione, il movimento della destra eversiva di quegli anni che, tra gli altri, ha come fondatore Roberto Fiore, poi divenuto leader di Forza Nuova. Vive ai Parioli, in via Adelaide Ristori, ma quel giorno è lì, a piazza Annibaliano.

De Angelis, durante gli scontri, viene ferito alla schiena da una coltellata. A far vibrare il colpo, si scoprirà più avanti, è Valerio Verbano, giovane militante di sinistra che, il 22 febbraio 1980, verrà ucciso nella sua casa davanti agli occhi dei genitori inermi e, prima, immobilizzati dagli uomini che fanno irruzione nell’appartamento.

La madre di Verbano racconterà che il figlio accoltellò De Angelis per difendere un suo amico che stava per essere colpito al petto da una mattonata. Sull’asfalto di piazza Verbano viene trovata la borsa di Verbano con i suoi documenti all’interno, motivo per cui si pensa che la spedizione a casa del giovane possa essere una vendetta per quegli scontri.

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