Roma, 22 novembre 2019 - 12:03

Essere Roma Nord

Sandra Naggar

Artista, voce del comitato Don Minzoni

16 ottobre 2019

Essere Roma Nord, quel senso di appartenenza che deve farci sentire tutti un po’ speciali

Inizio questo blog con molta timidezza. Pur essendo una di Roma Nord sin dal 1965, anno in cui sono approdata nella Capitale all’età di appena tre anni, ho migrato, in questi 55 anni, da nord-ovest (Belsito) verso il centro-nord (Fleming), spingendomi verso nord-est (Nuovo Salario) per poi tornare a nord-ovest (Via Mario Fani) e frequentando costantemente il nucleo più “nord” d’animo della Capitale, i quartieri Prati-Flaminio-Parioli-Trieste.

Viale Parioli, all’altezza di piazza Santiago del Cile

Essere Roma Nord è come la battaglia attuale tra Milano e Roma: vinci ma sei davvero molto antipatico, al limite dell’insopportabile. Se poi concentriamo Essere Roma Nord a quelli del II Municipio (escluso San Lorenzo) allora la battaglia si fa implacabile, perché quelli di Roma Nord non comprendono davvero la misura di cosa significhi “non Essere Roma Nord”.

Per loro esiste solo quello… “Perché, esiste un’altra Roma?” Sì, il centro storico, ma quello è di tutti, non è davvero dei romani, è un bene universale e lo sai nel momento in cui varchi le mura, sei a Roma ma non nella tua Roma. Il centro storico è la storia, una storia abitata e vissuta e lo sai che sei un privilegiato perché, come dice Claudio Strinati, Roma è l’unico luogo dove il suo parco archeologico, dov’è nato l’Occidente, è vissuto e attraversato dai cittadini.

Ma, tornando a Roma Nord, uscendo dalle Mura e circolando nelle strade di uno dei luoghi più verdi della città – alberi, aiuole, parchi, giardini urbani, ville storiche, cortili, marciapiedi – ti accorgi che il verde è ovunque e rende godibile quartieri residenziali, alcuni dei quali mutati in quartieri prevalentemente di uffici, ma concepiti come abitazioni poi adattate. Come fai a non sentirti un tipo un po’ speciale? Oggi Roma vive un momento davvero difficile, e la contemporaneità ha voluto per un po’ far sentire out tutto ciò che non “sapeva” di ultranuovo. Ma già le cose iniziano a cambiare, la corsa verso il nuovo a tutti i costi si sta scontrando con l’ambiente, con la necessità del riuso, del riciclo, dell’ottimizzazione delle risorse.

Corso Francia

A Roma non si butta via niente, non si può, se non per quella edilizia sconsiderata, fatta male, presente anche a Roma Nord ma in misura ridotta… Ma mi fermo qui, non voglio entrare nella questione del mattone, ovviamente. E allora torniamo a noi dell’essere Roma Nord. Per poter affrontare questo blog, avrò bisogno di voi, dei vostri racconti, del vostro sentirvi Roma Nord. Qualcuno mi ha chiesto di preparare una traccia, una specie di questionario. Lo farò nei prossimi giorni, chiunque voglia raccontarsi potrà scrivere a essereromanord@gmail.com, mandandomi direttamente un vostro scritto, oppure io invierò la traccia che preparerò.

Non pubblicherò le vostre storie ma racconterò ciò che leggerò delle vostre storie, ciò che mi colpirà e che potrà arricchire tutti noi, perché essere Roma Nord è indubbiamente una ricchezza di vita, è una ricchezza culturale.

Grazie per essere giunti fin qui e siate clementi, non senza essere critici!