11 gennaio 2019 - 18:58 . Trieste-Salario . Cronaca

Una targa per ricordare le vittime della Shoah, cosa sono le “pietre d’inciampo”

Le pietre d'inciampo che, il 15 gennaio, verranno posate nel Trieste-Salario
Le pietre d'inciampo che, il 15 gennaio, verranno posate nel Trieste-Salario

Una targa d’ottone, delle dimensioni di un sampietrino, per mantenere viva, nelle città e nelle persone, la memoria delle vittime dell’Olocausto. Sono queste le “pietre d’inciampo”, le opere ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig e, dal 1992, ormai diffuse in diverse città e paesi europei, tra cui Roma.

Si chiamano “d’inciampo” perché la loro finalità non deve, ovviamente, essere quella di far cadere i pedoni, ma di fermare il pensiero e stimolare il ragionamento sulle atrocità che il genere umano è riuscito a produrre nel corso della storia. Nella nostra città sono diffuse in diversi quartieri, non solo nella zona del Ghetto ebraico o nel rione Monti, dove vennero ignobilmente trafugate lo scorso 10 dicembre. Il loro aspetto è molto semplice, ma di forte impatto emotivo.

La targa viene posata nel terreno di fronte alla casa dove viveva la vittima del nazismo o al luogo in cui è stata prelevata, e riporta la data di nascita, il luogo di deportazione e, se conosciuta, la data della morte. Martedì 15 gennaio verranno posate anche nel nostro quartiere, in piazza Ledro e in via Panama.

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