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Un centro antiviolenza per le donne nel cuore di Prati

di Cristiana Ciccolini

Un centro antiviolenza in Prati. Il primo nel quartiere ed è stato inaugurato lo scorso 8 marzo, in occasione della festa della donna. Come racconta a RomaH24 l’assessora alle Pari opportunità del I Municipio, Cinzia Guido, “è nato in un locale di proprietà di Roma Capitale, all’interno dell’edificio dove già sono presenti gli sportelli anagrafici e altri servizi per il cittadino, in circonvallazione Trionfale 19. «Sono orgogliosa di questa iniziativa – racconta l’assessora – perché va a colmare una lacuna nel nostro Municipio. Il centro, dedicato a tutte le donne, sarà gestito dalla cooperativa sociale BeFree, vincitrice di un bando comunale».
La struttura è intitolata a Mariella Gramaglia, parlamentare e giornalista, vice direttore generale del Campidoglio sotto la giunta Rutelli e, dal 2001 al 2007, durante l’ammistrazione Veltroni, assessora alle Pari opportunità. Scomparsa il 15 ottobre 2014, si è sempre contraddistinta per il suo impegno a favore dei diritti delle donne

Cinque operatrici specializzate
La struttura sarà a disposizione di chi è stata vittima di maltrattamenti, sia fisici che psicologici, e potrà contare su cinque operatrici specializzate, formate da BeFree, che ha sede operativa nella Casa internazionale delle donne, in via della Lungara.
«Sarà un punto di riferimento per le donne di Prati e non solo – spiega la presidente di BeFree, Oria Gargano –. Il fatto che sia stato realizzato all’interno di un immobile dove una donna può recarsi per svolgere anche pratiche e commissioni – continua –  garantisce maggiore privacy e discrezione. Proprio per questo motivo il centro non si chiamerà “antiviolenza”: il nome lo decideremo nei prossimi giorni».

La struttura sarà a disposizione di chi è stata vittima di maltrattamenti, sia fisici che psicologici

Le attività di BeFree
BeFree gestisce sportelli per vittime della tratta di esseri umani e case rifugio. Inoltre, è attiva in campagne di sensibilizzazione e stampa a contrasto di violazioni dei diritti umani e delle discriminazioni di genere.

Consulenze legali e di orientamento al lavoro
Nel centro in Prati offrirà, come fa già in altre zone di Roma e in molte regioni italiane, anche servizi come consulenze genitoriali alle madri, legali e di orientamento al lavoro. «Le nostre esperte, psicologhe, sociologhe, educatrici, assistenti sociali e operatrici – prosegue Gargano – hanno il compito di accogliere le donne e creare insieme a loro un percorso dedicato. Perché non tutti i tipi di violenza sono uguali e vanno perciò trattati in un modo diverso».
Il fenomeno in gran parte è ancora sommerso perché molte vittime non hanno il coraggio di denunciare il proprio aguzzino, dal quale sono spesso costrette a scappare.
«Sono ancora pochi i posti letto – conclude Oria – i posti letto che le case rifugio riescono a mettere a disposizione. Intanto, con questo centro cerchiamo di incoraggiare chi è stata maltrattata a chiedere un sostegno. A tutte le donne dico: BeFree!».

La campagna nelle scuole
Nel quartiere Prati, il I Municipio già dal 2016 sta svolgendo iniziative contro la violenza di genere nelle scuole secondarie. «Sia i componenti della giunta che del consiglio – spiega l’assessora alle Pari opportunità, Cinzia Guido – sono molto sensibili al tema. Infatti, abbiamo avviato un progetto per sensibilizzare gli studenti sul tema dei maltrattamenti sulle donne e lo ripeteremo anche quest’anno».
Nel 2018 l’iniziativa ha coinvolto i ragazzi degli istituti Mamiani, Virgilio, Tasso, Righi e Ripetta. Si tratta di incontri su fatti di attualità legati alla violenza di genere, tenuti in collaborazione con associazioni del settore, in orari extrascolastici.
L’amministrazione municipale, inoltre, ogni anno, in occasione del 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ndr), organizza eventi culturali. Nel 2017 ha deciso di dedicarli alla memoria di Sara Di Pietrantonio, la 22enne uccisa dal fidanzato il 28 maggio 2016 in via della Magliana a Roma.
«La violenza si insinua ovunque – conclude Guido – non necessariamente in condizioni di disagio sociale ed economico. Si tratta di un fenomeno trasversale, che riguarda donne di ogni estrazione sociale e culturale. Bisogna contrastarla impegnandoci a cambiare la cultura e il linguaggio, quindi il nostro percorso nelle scuole continuerà».

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