8 Aprile 2021 - 0:07 . Porta Pia . Curiosità

Quando a Porta Pia aprì (più di 100 anni fa) Gentilini, il re del panettone

Particolari delle fasi di confezionamento dei panettoni nel periodo precedente la II Guerra mondiale. La fabbrica resterà
in via Alessandria fino al 1958, quando dopo 52 anni si trasferirà nell’attuale sede di via Tiburtina per le accresciute esigenze produttive
Particolari delle fasi di confezionamento dei panettoni nel periodo precedente la II Guerra mondiale. La fabbrica resterà in via Alessandria fino al 1958, quando dopo 52 anni si trasferirà nell’attuale sede di via Tiburtina per le accresciute esigenze produttive

di Antonio Tiso

È il 1906. Tra via Alessandria e via Novara apre i battenti la fabbrica Gentilini. Il profumo di biscotti e panettoni comincia a spargersi lungo la via, mescolandosi con quello della birra. A pochi passi si trova infatti la fabbrica-chalet della Peroni. Il Trieste-Salario diventa così una zona industriale nella Roma del risorgimento economico.

LA GENTILINI. L’immagine simbolo della iconografia storica Gentilini: lo stabilimento di biscotti e l’annesso punto vendita ad angolo tra le vie Alessandria e Novara. Lo scatto è di Ettore Reale e risale al 1920 circa

In questa gallery di immagini d’epoca si può rivivere l’atmosfera di quei giorni, quando il proprietario dell’azienda dolciaria, Pietro Gentilini, controllava di persona la qualità del lavoro nello stabilimento del quartiere.

Interni della fabbrica di Biscotti Gentilini

Le foto che accompagnano questa curiosità sono custodite nel volume “Come eravamo, Trieste Salario 1860-1950, il quartiere nelle immagini degli abitanti”, editore Typimedia. Un autentico viaggio nella memoria del Trieste-Salario con un’attenzione particolare al periodo della Seconda guerra mondiale, di cui nel 2020 ricorre l’ottantesimo anniversario.

Due operai addetti al confezionamento dei prodotti dolciari. Il primo successo commerciale dell’azienda è il biscotto Osvego, che si ispira al biscotto secco di origine anglosassone, denominato Oswego

Un viaggio realizzato grazie al contributo degli abitanti del quartiere, che hanno messo a disposizione i loro album di famiglia con foto di straordinario valore affettivo, oltreché storico. All’opera hanno anche contribuito aziende, esercizi commerciali e archivi di vario genere.

LA COPERTINA DEL LIBRO “COME ERAVAMO TRIESTE-SALARIO 1860-1950