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“Quell’uomo mi ha urlato contro di tornare in Africa”

di Claudio Lollobrigida

“Quell’uomo mi ha urlato contro che dovevo tornarmene in Africa”. La voce di Sudhir Kumar, giostraio indiano del parco Plava, non è per nulla alterata, nonostante il brutto episodio di razzismo che lo ha visto sfortunato protagonista sabato, 4 gennaio, proprio nell’area verde di via Sabotino.

Stando alla ricostruzione di RomaH24 e alle testimonianze dei presenti, è mattina quando un uomo con un cocker marrone – accompagnato anche dalle sue due bambine e dalla moglie – descritto come alto, con giubbotto beige e un cappello bordeaux, entra nella zona del parco riservata ai giochi per i bimbi, dove vige il divieto di introdurre animali. A raccontare il resto è proprio il giostraio.

Sudhir, ci spiega con esattezza che cosa è accaduto?
“Quest’uomo è venuto nell’area giochi con il cane, gli ho fatto notare il cartello col divieto e gli ho chiesto di uscire, ma lui si è rifiutato“.

E come mai?
“Diceva che tanto il suo cane non avrebbe fatto pipì o sporcato, ma ho dovuto insistere perché le regole sono queste. Gli ho spiegato che non ce l’avevo con lui, ma lì il suo cane non poteva stare”.

È a quel punto che se l’è presa con lei?
“Ha iniziato a inveire e a bestemmiare, gridandomi contro che dovevo tornare in Africa. Tra l’altro, io sono indiano… (ride, ndr)”.

Qual è la stata la reazione dei presenti?
“Le persone hanno iniziato a mandarlo a quel paese e, a quel punto, lui se ne è andato. Sono molto contento della reazione dei cittadini”.

Se dovesse rivedere questa persona, che cosa gli direbbe?
“Onestamente credo che per un po’ non tornerà, ha fatto una cosa molto grave. E io non scordo nulla”.