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Litigi e piccoli tafferugli, così viene turbata la quiete del parco Plava

di Alessio Ramaccioni

Piccole aggressioni e spintonamenti. Sassi lanciati all’interno del parco. Persino un intervento dei carabinieri. Nei giorni scorsi la tranquilla vita quotidiana del parco di Via Plava è stata turbata da episodi che hanno creato un po’ di paura e un conseguente tam tam sui social da parte di genitori preoccupati.

Il piccolo angolo verde di via Sabotino – restituito alle famiglie dall’iniziativa di un gruppo di residenti in collaborazione con le istituzioni – si sta già trasformando in un luogo “difficile”? Non è così, almeno per ora. A spiegare a RomaH24 la situazione è Renato Sartini, portavoce dell’associazione Amici di via Plava: “Si tratta di due situazioni diverse, che stiamo gestendo. La prima questione riguarda alcuni bambini che frequentano il parco: sono tre piccoli nomadi, dai sette ai nove anni, che vivono nelle roulotte che sostano nel nostro quartiere e di cui si occupa il Municipio. Hanno avuto comportamenti sbagliati e aggressivi, che hanno spaventato altri bimbi creando preoccupazione. Ma la situazione si sta risolvendo. Abbiamo parlato con i cugini più grandi, spiegandogli che il parco è un bene di tutti e che, se vogliamo conservarlo così, bisogna evitare di creare tensioni e problemi”.

Un tentativo di dialogo che sembra quindi aver funzionato: “Pare di si – aggiunge Sartini -. I tre bambini sono tornati dopo qualche giorno di assenza e hanno giocato senza problemi. La strada giusta è quella del confronto”. Ma i problemi non arrivano solo dai tre piccoli rom. “Ci sono frizioni anche tra i ragazzi più grandi e quelli più piccoli – spiega ancora Sartini -. Alcuni adolescenti tendono a voler monopolizzare un po’ alcune aree del parco, in particolare il campo da calcetto. Anche in questo caso ci sono state tensioni e qualche bambino si è spaventato”.

La soluzione potrebbe arrivare grazie a un sondaggio: “Attraverso il nostro gruppo su Facebook abbiamo proposto di scegliere fasce orarie da destinare ai diversi gruppi di età. Per ora sta andando bene, le persone stanno partecipando in modo costruttivo”. Dialogo e confronto come strumenti di soluzione dei problemi: è dunque possibile? “Noi pensiamo di sì – conclude Sartini -. L’unico paletto per noi inamovibile è che il parco è dei bambini. Di tutti i bambini, nessuno escluso. Faremo il possibile perché sia sempre così”.