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Bambina immunodepressa torna a scuola grazie ai compagni

di Emiliano Magistri

Bambina sottoposta a trapianti non risponde ai vaccini, i docenti e i compagni si immunizzano per tutelarla e permetterle di frequentare le lezioni.

Protagonisti di questa storia che tocca il cuore sono gli alunni di una scuola media di Monte Mario, ai margini del quartiere Prati, insieme ai loro insegnanti.

La compagna di classe è una bambina di 11 anni che, dopo pochi mesi di vita, era stata costretta a sottoporsi a un trapianto multi-organo con conseguenti risposte immunologiche non soddisfacenti. Per questo il dirigente scolastico si è rivolto alla Asl di competenza (la Roma 1) illustrando il problema alla dottoressa Antonietta Spadea, direttrice dell’Unità operativa complessa Tutela e promozione della salute: “La bambina non rispondeva come doveva ai vaccini e quindi ci siamo attivati subito – spiega la dottoressa – per incontrare i genitori e decidere un piano di intervento”. E la risposta è stata positiva.

Spadea ha spiegato il problema delle malattie infettive alle famiglie e l’importanza delle vaccinazioni, consegnando a fine incontro i certificati vaccinali dei figli e presentando la proposta di mettersi in regola con quelli mancanti: “Si sono resi tutti estremamente disponibili – prosegue – abbiamo organizzato una seduta straordinaria anche quando il nostro centro vaccinale era chiuso e somministrato dosi contro varicella, morbillo, difterite e tutte le altre che mancavano”. Il risultato della cosiddetta immunità di gregge, cioè di una comunità protetta a tutela di un soggetto più a rischio, è che da lunedì 11 novembre la bambina è regolarmente in classe insieme ai suoi compagni. Ma non è tutto.

Come sempre avviene in circostanze di questo tipo, occorre tenere a mente un preciso vademecum comportamentale per la vita di tutti i giorni: “Sono indispensabili i lavaggi frequenti delle mani da parte di tutti, uniti al far cambiare l’aria dell’aula almeno una volta ogni ora. In più, nel caso in cui dovesse entrare un bambino raffreddato o con qualche patologia virale, sarà opportuno tenerlo a distanza di almeno un metro dalla bambina. Qualora le forme virali riguardassero più alunni, la bambina starà più tranquilla indossando una mascherina”.