5 Gennaio 2021 - 18:23 . Fuori Quartiere . Agenda

“Roma come se”: il 9 gennaio alla libreria Eli la presentazione del saggio di Walter Tocci

Walter Tocci
Walter Tocci

Roma come se è un esercizio dell’immaginazione. Verso il futuro: come potrebbe essere Roma se si ponesse nuove ambizioni. Verso il passato: come sarebbe diventata Roma se avesse realizzato i migliori propositi, rimasti invece sentieri interrotti”.

È così che Walter Tocci, ex vicesindaco della Capitale e assessore alla Mobilità tra il 1993 e il 2001, spiega il titolo – e il senso – della sua ultima fatica letteraria: Roma come se (Donzelli editore, pp. VI-276).

Il nuovo libro di Walter Tocci

Il saggio sarà presentato sabato 9 gennaio alle ore 18:30 alla libreria Eli, in viale Somalia 50a. Discuteranno con l’autore il presidente di Typimedia e direttore di RomaH24, Luigi Carletti, e il professor Gianluigi Ciacci, docente di Informatica giuridica alla Luiss. L’evento potrà essere seguito live sulle pagine Facebook dei siti di RomaH24 e su quella della libreria Eli.

Il saggio è “un’esortazione per Roma”, come spiega l’autore: “L’ho scritto per incoraggiare i giovani che desiderano impegnarsi per il governo della città. Non voglio consegnare loro le nostre vecchie soluzioni, già chiuse e impacchettate con un fiocco. Una testimonianza critica, credo, sia più utile per loro. Può aiutarli a cercare nuove vie”.

Nel volume, Tocci auspica il superamento del vecchio binomio “Nazione-Città”: “Roma va pensata e governata nella nuova coppia Mondo-Regione. A questa transizione è finalizzata la riforma istituzionale. Superare il vecchio Comune trasferendo le sue funzioni, in alto a un livello di governo strategico – la Città Metropolitana o una nuova Regione della Capitale – capace di sostenere le relazioni internazionali e la strutturazione dell’area regionale, e in basso verso gli attuali Municipi per trasformarli – dice Tocci – in Comuni autonomi che si prendano cura della vita dei quartieri e dei servizi alla persona, magari sottolineando la novità con un’insegna all’ingresso: qui è vietato dire non è di mia competenza”.

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