14 Gennaio 2020 - 18:07 . FuoriQuartiere . Cultura

Così l’ex vicensindaco di Roma, Walter Tocci, spiega la relazione tra volontariato e politica

Una riflessione sulla relazione tra la politica e il volontariato. È il senso dell’intervento che Walter Tocci – urbanista, ex vice sindaco ed ex assessore alla Mobilità di Roma che abita nel Trieste-Salario – ha tenuto in occasione del convegno “Carità o diritti?“, organizzato dai volontari della Caritas Roma nei giorni 14-15 ottobre 2019, nell’Ostello di via Marsala, dedicato alla memoria di don Luigi Di Liegro, fondatore dell’associazione.

Nel corso della sua lectio magistralis, Tocci ha definito la carità come “un dono all’altro che è anche un dono a se stesso“, spiegando che questa ha un legame indissolubile non solo con i diritti, ma anche con la dignità, che tiene unite queste due anime. In che modo? “La dignità – scrive – è il fine supremo della carità. Quando un senza fissa dimora incontra un volontario e riceve da lui una carezza riconquista come per miracolo la dignità di persona“.

E ancora, secondo il direttore del Centro per la Riforma dello Stato, “chi vive sotto i ponti perché ha perso le speranze continua a essere definito come soggetto marginale, ma esprime in forme radicali un disagio che nella sua essenza si ritrova anche nella vita così detta normale. E già questo dovrebbe incoraggiare a non considerare marginali le politiche contro la marginalità”.

Come avvicinare, quindi, la politica al volontariato? Sono tre le soluzioni che Tocci propone in conclusione del suo discorso. In primis, liberare la politica dalla corazza burocratica che si è messa addosso. In secondo luogo, avvicinare il governo alle comunità. E, infine, che i siano i volontari stessi a liberare i politici dalla loro “drammatica perdita del senso di realtà“.

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