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EXTRANEWS – Ecco a chi è dedicata la targa su un palazzo nel cuore del Flaminio

di Claudio Lollobrigida

Nel cuore del Flaminio, in via Giambattista Vico 31, è stata apposta una targa alla memoria del colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, comandante del Fronte Militare Clandestino, ucciso dai tedeschi alle Fosse Ardeatine.

Sulla lapide una scritta in maiuscolo ricorda a tutto il quartiere che abitò in quella casa tra il 1940 e il 1943. Lui, “medaglia d’oro militare” che “sofferse con fede in Dio ed eroica fermezza le torture del carcere di via Tasso”.

È il pomeriggio del 25 gennaio 1944 quando il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo viene fermato ai Parioli dalla polizia. È ricercato in quanto comandante dell’organizzazione che, dopo l’armistizio con gli Alleati dell’8 settembre 1943, dirige le azioni dei militari italiani fedeli al re Vittorio Emanuele III e rimasti nell’area allora controllata dai tedeschi.

Invano Giuseppe prova a convincere gli agenti che si tratta di un errore e che lui è in realtà il professor Martini, come indicato dal documento falso esibito. Porta baffi finti e occhiali, ma i poliziotti conoscono la sua identità, poiché l’ordine è partito direttamente da Herbert Kappler, comandante della Gestapo a Roma. Il colonnello viene quindi consegnato alle SS e condotto al carcere di via Tasso. Due mesi dopo, il 24 marzo del 1944, perde la vita nell’eccidio delle Fosse Ardeatine a quarantatré anni.

Ma il quartiere non dimentica il suo sacrificio e gli rende omaggio con una lapide che ne esalta le gesta e una corona di fiori baciata dal sole.

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