Roma, 17 Febbraio 2020 - 23:57

Villa Ada racconta

Silvia Arbicone

Custode del nostro tesoro verde

4 Febbraio 2020

Vi svelo come i noccioli di Villa Ada possono esaudire i vostri desideri segreti

In questo periodo a Villa Ada, nello specifico a Parco Rabin, si possono ammirare le particolari infiorescenze maschili del nocciolo (Corylus avellana L.).

Fiori maschili e femminili

Sono così delicate che vengono chiamate “amenti” o “gattini” perché sembrano piccole code di felini. Potete provare ad andare sotto questo albero per esprimere i vostri desideri segreti, che forse verranno esauditi come accadeva a Cenerentola.

Cenerentola

Il nocciolo è un albero molto antico, tanto che risale all’epoca glaciale. Per datare l’età di un esemplare occorre osservare le sue radici, perché i rami si rinnovano continuamente. Infatti è un albero molto ramificato e ricco di polloni. Raggiunge un’altezza di 5 metri e, se non potato, può arrivare anche a 9 metri.

I rami

La sua corteccia è lucida e bruna. I druidi incidevano lettere magiche sul suo legno che aiutava le divinazioni ed era considerato un simbolo di conoscenza. I pastori abruzzesi, invece, lo utilizzavano per costruire bastoni che allontanavano le serpi. Presenta foglie grandi, a forma di cuore, pelose e dentate, sono caduche. Possono essere usate per decotti. La pianta è monoica: i fiori femminili sono piccoli, con stigmi rossi, ricevono il polline fin dall’autunno ma gli ovuli si fecondano in primavera. I fiori maschili raccolti in amenti penduli a gruppi di 2 – 4, prima corti, poi gialli e lunghi fino a 10 metri sbocciano a fine inverno prima delle foglie e spargono molto polline che permette alla pianta di riprodursi rapidamente. Per questo è simbolo di fertilità e rigenerazione.

Le foglie

I frutti sono le nocciole in gusci di legno avvolti in una brattea (infiorescenza erbacea) marroncina che sparisce quando la nocciola è matura e cade a terra. Si raccolgono da agosto ad ottobre. Il nome deriva dal greco korìs (casco), in latino corylus, perché la brattea somiglia ad un casco. Era, al tempo dei romani, una specialità della città di Abella (l’odierna Avellino). In Inghilterra si chiama nut/hazel nut e nei fumetti è chiamata witch hazel (strega nocciola). La nocciola contiene gli acidi grassi omega 3, 6 e 9 (l’acido oleico). In 100 grammi di nocciole sono contenute 650 calorie. Con il 15% di cacao si produce la gianduia, con l’olio i cosmetici e con i gusci combustibile.

Il frutto

Anticamente il nocciolo era legato alla luna e all’acqua perché al suo chiarore i rametti, che rendevano invisibili, permettevano, di notte, di trovare i tesori nascosti e i ladri e ai rabdomanti l’acqua. Secondo i Celti e la mitologia irlandese era un albero magico e rappresentava la saggezza interiore.

Nove noccioli, considerati sacri perché non avvizzivano mai, rappresentavano un simbolo di continuità, cresciuti sulla Fonte della Saggezza, facevano cadere i loro frutti che mangiati dai salmoni li trasformavano in Salmoni della Saggezza, acquisivano la conoscenza del passato, del presente e del futuro, andavano contro corrente, lottando per la propria esistenza in un ciclo di nascita, morte e rinascita.

Salmoni

Ma soprattutto il nocciolo è l’albero dei desideri segreti, come narrato dai fratelli Grimm nella favola di Cenerentola. La sventurata si recava tre volte al giorno ai piedi del nocciolo, regalatole dal padre e fatto crescere con le sue lacrime versate per la morte della madre. Appena pensava un desiderio, un uccellino bianco arrivava sui rami e lo esaudiva.