Prati | Articoli

Acari e processionarie, le allergie di Prati per nostri cani

di Luisa Urbani

“Negli animali domestici le allergie sono sempre più diffuse e iniziano a colpire fasce di età differenti». A dirlo è l’allergologa veterinaria Erica Romano, sottolineando come «ora i quattro zampe possono diventare allergici anche da adulti, cosa che in passato non succedeva.

Il rapporto con l’inquinamento
Questa crescita – prosegue la specialista che lavora anche nell’ambulatorio veterinario Prati di viale delle Milizie – potrebbe essere legata all’inquinamento. Non ci sono ancora ricerche che lo dimostrino scientificamente ma le probabilità sono molto alte». Dunque, anche per i nostri amici a quattro zampe la primavera è sinonimo di allergie. Sono molti i cani e i gatti che, con l’arrivo della bella stagione, devono fare i conti con le difficoltà legate alle reazioni allergiche. I sintomi sono simili a quelli umani: problemi respiratori, cutanei o gastrointestinali.
A chi rivolgersi dunque se il nostro amico a quattro zampe soffre di allergia? Il veterinario può esservi d’aiuto, ma la figura più indicata in questo tipo di situazioni è l’allergologo veterinario. Si tratta di un dermatologo specializzato, perché in veterinaria per la maggior parte le reazioni allergiche si manifestano proprio a livello cutaneo.

Le forme allergiche più diffuse
In ambito dermatologico, le allergie che si mostrano sulla cute di cani e gatti sono tre, ognuna scatenata da un diverso fattore. «Andando in ordine di frequenza – sottolinea la dottoressa Romano – l’allergia più diffusa è quella alla saliva del morso dalla pulce. Poi ci sono quelle legate agli allergeni ambientali, come acari della polvere, pollini, muffe, che danno luogo alla dermatite atopica, ossia un’infiammazione cronica della pelle. Infine c’è l’allergia alimentare».

I campanelli di allarme
Se una persona sta male ricorre al medico per farsi curare. Cani e gatti però non sono dotati di questa autonomia. Come possiamo aiutarli? Imparando a riconoscere lo stato di malessere. Negli animali, in caso di allergia, è soprattutto la pelle a reagire. «I sintomi sono caratterizzati dal prurito», spiega la dottoressa sottolineando come «soprattutto per i gatti questo è un problema molto grave perché i felini, con gli artigli, possono lesionarsi gravemente la cute». Il continuo grattare, sfregare e leccare le zone della pelle che prudono, infatti, può provocare lesioni e infezioni che ne ostacolano la guarigione. Anche l’arrossamento e il rigonfiamento del condotto uditivo del cane sono spesso campanelli d’allarme di una possibile allergia. «L’otite cronica – prosegue la specialista – è uno dei sintomi delle allergie, soprattutto nei cani».

Le precauzioni da usare
Purtroppo, come ricorda la dottoressa, «le allergie non si possono prevenire, ma le complicazioni sì. Questa è la vera prevenzione». Per evitare perciò le infezioni che possono derivarne è opportuno «tenere a bada il prurito dell’animale per impedire che si gratti sino a ferirsi. Per far ciò è consigliabile lavare spesso l’animale che soffre di allergie e usare gli antiparassitari tutto l’anno».
Nello specifico, per quanto riguarda le reazioni al polline, è inevitabile non portare un cane al parco perché «gli animali non si possono relegare in casa». Più facile in caso di allergie alimentari dato che «in questo caso basta eliminare i cibi che creano intolleranza». Per quanto riguarda invece gli acari della polvere è buona prassi «tenere l’animale il meno possibile in casa e magari, se si ha la possibilità, farlo vivere in giardino».

Le razze più a rischio
Oltre ai fattori ambientali anche quelli genetici possono essere all’origine di problemi allergici. Ci sono infatti cani che possono essere predisposti all’allergia per fattori ereditari e per questo “esistono razze più a rischio di altre come, ad esempio, il bulldog francese e inglese”. Nei gatti, invece, i siamesi sono quelli più preordinati alle malattie allergiche, anche se, come ricorda la specialista, “nei felini non c’è una grossa differenziazione probabilmente perché le razze pure non sono così tanto varie come quelle dei cani”.

SFOGLIA il pdf del giornale