25 marzo 2019 - 8:40 . Borgo . Cultura

Affreschi e capolavori del Pinturicchio, così il quartiere scopre Palazzo Della Rovere

Ultima tappa della vista il cortile interno del palazzo
Ultima tappa della vista il cortile interno del palazzo

Famiglie, gruppi di ragazzi, coppie di anziani e turisti. Sono circa 5mila le persone che, nel weekend appena trascorso, hanno visitato Palazzo della Rovere, la meraviglia ospitata nel quartiere Prati e aperta al pubblico in occasione delle Giornate di Primavera del Fai.

La struttura, oltre ad essere la sede dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, è anche la culla di un sorprendete ciclo pittorico del Pinturicchio, uno dei grandi maestri del ‘400. “Aspettavamo molte persone, ma non immaginavo numeri del genere. Sabato hanno visitato la struttura 2100 persone, oggi quasi 3mila – spiega Anna Lei, responsabile di sito, sottolineando come – l’età dei visitatori è molto varia e dipende dalle fasce orarie. Ieri, domenica, mattina erano quasi tutti anziani, nel pomeriggio sono arrivati anche gruppi di ragazzi”.

I visitatori, accompagnati dai “volontari narratori” del Fai, hanno potuto ammirare le principali sale del palazzo voluto dal cardinale Domenico Della Rovere. Dopo aver visto un breve video di presentazione, giovani e meno giovani hanno potuto osservare gli affreschi della Sala dei mesi, per poi passare a quelli della Sala dei profeti e degli apostoli. Ultima sala, quella dei Semidei, famosa per l’omonimo soffitto, considerato il “pezzo forte” dell’intero edificio. Si tratta di 63 cassettoni ottagonali lignei decorati con altrettante figure allegoriche e mitologiche dipinte su un finto sfondo di mosaici d’oro. Una bellezza inestimabile realizzata dal Pinturicchio. Dopo aver attraversato la Loggia, spazio realizzato in epoca postuma rispetto alle sale, i visitatori hanno concluso il tour visitando il giardino interno.

“Siamo rimaste affascinate. Una meraviglia nascosta che molti dovrebbero conoscere” racconta Caterina a fine visita. “La fila è lunga sì, ma ne vale veramente la pena” sottolinea Maria Grazia, amica di Caterina venuta apposta da Milano per visitare la storica meraviglia di Prati.

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