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Villa Ada e gli altri parchi: per i bagni (chiusi) ci sono i soldi e persino una data

di Daniele Galli

Eppur si muove. Dopo almeno sei anni (certificati) di totale abbandono, i bagni di Villa Ada saranno riaperti. Il bando per la manutenzione ordinaria sarà pubblicato a breve. Importo, 208 mila euro. Stando a fonti di Roma Capitale, i lavori inizieranno tra settembre e ottobre. Quando l’estate sarà finita.

TUTTI I RESTAURI
Se l’eccellenza di Villa Ada si dovesse misurare dalla qualità dei suoi servizi, staremmo freschi. Per chi vuol rifocillarsi ci sono un chioschetto all’ingresso di Ponte Salario e il bar nella parte alta. Due strutture in 160 ettari di parco. Tutto il resto cade a pezzi: dalle staccionate all’attrezzistica, fino agli immobili. Per il Casale della Finanziera c’è un piano di recupero e valorizzazione. Ma il disegno è ancora vago. In una delibera di Giunta del 2 aprile vengono destinati 500 mila euro per ristrutturarla. Nelle intenzioni del Campidoglio diventerà una specie di casa dell’infanzia. “Potrebbe ospitare – si legge – una biblioteca per bambini, una ludoteca e spazi per mostre temporanee e laboratori”.

L’ingresso dei bagni

I CAPITALI PRIVATI
Il documento prevede anche altri 200 mila euro per la messa in sicurezza di tutti gli edifici di Villa Ada
, spianando la strada al recupero dell’intero patrimonio immobiliare. In questa direzione, il Comune non esclude di voler “promuovere l’ausilio di capitali privati”. Il passaggio, infilato tra parentesi nella delibera di aprile, ha messo in allarme le associazioni Amici di Villa Ada e Carte in regola, che si batte per la trasparenza delle amministrazioni locali.

L’INDISCREZIONE SPONSOR
Due anni fa, quando l’assessorato all’ambiente faceva capo a Pinuccia Montanari (si è dimessa a febbraio 2019, in polemica per la bocciatura del bilancio Ama), si parlava di capitali privati anche per la gestione dei bagni dei parchi romani. Leggi, sponsor. È rimasta un’indiscrezione, così come sono rimasti chiusi con il lucchetto i vespasiani delle sue ville. Un’onta per la Capitale.

L’interno dei bagni di Villa Ada, ancora fuori uso

IL GIALLO CHIUSURE
Ma perché i bagni sono chiusi? Una spiegazione ufficiale non c’è. Lo stallo si è verificato però nel passaggio di consegne da Ama al Servizio giardini di Roma Capitale. Servizio giardini che, però, non aveva le risorse umane per permettersi di tenere aperti i vespasiani. Misteriosamente, Ama non si è mai premunita di far togliere le proprie insegne dai bagni. Incassando, così, delle gratuite rimostranze da parte dei frequentatori del parco.

NON SOLO VILLA ADA
Dopo anni di oblio, si vede una luce in fondo al tunnel. E non solo per Villa Ada. I bagni riapriranno anche a Villa Borghese, Villa Lazzaroni, Villa Paganini, Villa Celimontana, a parco San Sebastiano, al parco di Castel Fusano e a Villa Pamphilj, dove di vespasiani ce ne sono addirittura quattro.

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