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Via Alessandria, i commercianti esasperati dai ritardi del cantiere

di Sergio Campofiorito

Il cantiere di via Alessandria sta mettendo in ginocchio i negozi. Il corto circuito tra Acea, Italgas, II Municipio e Comune, scaturito a seguito di una voragine spalancatasi lo scorso 10 maggio, sta incendiando gli spiriti dei commercianti che, stanchi di lavori in ritardo e tasse puntualissime, sono pronti a scendere sul sentiero di guerra. Il buco si era formato a causa di una tubatura fognaria saltata, durante i lavori Acea si è dovuta bloccare per le condutture del gas che dovrebbero essere spostate da Italgas. I giorni però passano e il cantiere è deserto da quasi un mese. “Certifico un calo degli affari del 30% – denuncia Raffaele Bedussa, 76 anni, titolare della Ferramenta 2000 da 48 – “purtroppo, stando a quello che riusciamo a captare, i lavori dovrebbero concludersi non prima di fine anno. Sarebbe una mazzata, pensiamo di rivolgerci a uno studio legale”.

Giancarlo Ciano, 55 anni, gestisce la sua profumeria dal 1988: “Un altro disagio è causato dalla merce che arriva dai nostri fornitori, siamo costretti a ritirarla a centinaia di metri di distanza. Spesso sono scatoloni enormi e pesanti”. “Gli affari vanno a rotoli, ma intanto le tasse comunali arrivano lo stesso e dobbiamo pagarle” – lamenta Alberto Giambi, 60 anni. La sua famiglia possiede l’alimentari dal 1954. Marcello Spizzichino, 65 anni, tra soli 4 anni vorrebbe festeggiare serenamente il secolo della merceria di famiglia: “Chi ha ragione o chi ha torto non lo so, so soltanto che i negozi perdono la clientela che arriva da fuori quartiere. La mia famiglia lavora in via Alessandria da quasi cento anni, mi piange il cuore a vederla ridotta così”. Renato Scalzi, 65 anni, e sua figlia Alessia, 39, gestiscono il bar dal 1989: “Non ci siamo mai trovati in difficoltà come adesso – denunciano – il calo degli affari sfiora il 50%, intanto le tasse da pagare sono sempre quelle, le spese pure, siamo esasperati. Stiamo pensando a un’azione collettiva contro i responsabili”.

 Katia Grossi, 43 anni, lavora nel negozio di parquet: “È una situazione assurda, personalmente ci hanno ormai rovinato il periodo migliore dell’anno, quando fatturiamo di più. La cosa che ci fa più male è il silenzio del cantiere, preferiremmo martelli pneumatici e ruspe al lavoro”. Giuseppe Sidoti 49 anni, è il presidente delle bancarelle al mercato Nomentano: “Qui siamo tutti arrabbiati, sono saltati i parcheggi e scarseggiano i veicoli in transito, accusiamo un calo degli affari del 50%. Nel fine settimana ci riuniremo e decideremo quale azione intraprendere”.

Intanto, Valentina Caracciolo, presidente della commissione lavori pubblici del II Municipio, in un post su facebook conferma: “C’è un problema tra Acea e Italgas, il Municipio sta sollecitando entrambi a sbrigarsi visto che è una questione di burocrazia”. 

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