28 ottobre 2019 - 14:16 . Trieste-Salario . Cronaca

“Questa legge può salvare i nostri figli”. Ecco la proposta presentata in Cassazione

La mamma di Elena Aubry, Graziella Viviano
La mamma di Elena Aubry, Graziella Viviano

“Buon compleanno Elena, questo è il mio regalo per te”. Elena Aubry avrebbe compiuto oggi 27 anni, questa mattina, sua madre Graziella Viviano ha depositato in Cassazione una proposta di legge per salvaguardare i motociclisti. Elena si è spenta il 7 maggio 2018 in via Ostiense, quando a bordo della sua moto ha perso il controllo forse a causa del dissesto stradale. Da allora pubblici ministeri e periti stanno cercando di risalire alla verità e tracciare le responsabilità. Intanto, mamma Graziella, non è stata ad aspettare e con lei anche i residenti del Trieste-Salario che, in forma anonima, nelle settimane successive alla tragedia hanno aderito all’iniziativa lanciata proprio dalla mamma della giovane di segnalare con lo spray giallo tutte le buche pericolose presenti sulle nostre strade.

Soci del “Moto Club Bari”

Insieme a parenti, amici e una quarantina tra bikers e rappresentanti di associazioni provenienti da mezza Italia ha portato al Palazzaccio di piazza Cavour un fascicolato contenente una proposta di legge popolare denominata “Salviamo le vite, riduciamo i costi sociali”. In molti indossavano una maglietta riportante il viso di Elena. “La legge, redatta da un pool di avvocati motociclisti, mira a defiscalizzare l’acquisto degli airbag da moto, accessori costosi (si parte da circa 400 euro, ndr) che possono salvare la vita dei centauri. Forse Elena non sarebbe morta se ne avesse indossato uno”.

L’avvocato Giuseppe Cappelletta, presidente dell’associazione “Legal riders” (avvocati motociclisti), insieme ai colleghi ha scritto la proposta e spiega i prossimi passi: “Adesso il capitolato verrà protocollato e a giorni pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Poi ci saranno sei mesi di tempo per raccogliere 50 mila firme. Una volta raccolte, la legge dovrà essere discussa in Parlamento. Se passasse sarebbe un guadagno per tutti, per la salute dei motociclisti, ma anche per i conti delle assicurazioni. Il fine, oltre a salvare le vite, è quello di abbattere i costi sociali che comportano i morti sulla strada”. In nome di Elena.

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LEGGI lo speciale (a cura di Camilla Palladino)