18 agosto 2019 - 14:03 . Trieste-Salario . Curiosità

Caffè e pasto sospeso, il Municipio approva la delibera. Ecco come aderire

La solidarietà non va in vacanza. Il II Municipio ha votato una delibera chiamata “Pratica del caffè sospeso e del pasto sospeso”. Si tratta del pagamento di un caffè, un panino o un pasto in un bar, tavola calda o pizzeria a vantaggio di un anonimo e futuro avventore, che trovandosi in una situazione di difficoltà economica e sociale, può beneficiare e trovare sollievo in questo gesto solidale.

La frase di Luciano De Crescenzo che spiega il perché della tradizione del caffè sospeso

Quella del caffè sospeso è una tradizione partenopea che, già in alcuni locali del Trieste-Salario, esiste da alcuni mesi: il primo a introdurla fu il Giada Food Lab & Drinks, un locale di corso Trieste. Da lì sono seguiti altri casi di attività aderenti che adesso potrebbero coinvolgere anche la zona del Flaminio o dei Parioli. Grazie alla delibera approvata, infatti, è proprio il Municipio a promuovere questo splendido esempio di filantropia in maniera organizzata. Come?

Da ottobre gli esercizi commerciali aderenti potranno richiedere l’iscrizione a un albo predisposto negli uffici di via Dire Daua. Alle attività partecipanti sarà fornita una etichetta adesiva con logo da apporre all’ingresso. L’albo verrà pubblicato sul sito web del Municipio e sarà aggiornato continuamente.

“La disumanità si combatte con gesti concreti perché restare umani è possibile – spiega Caterina Boca, presidente della commissione municipale Politiche Sociali che ha promosso il progetto -. Vogliamo promuovere un gesto nobile, un’alternativa di valore all’emarginazione e all’indifferenza. Perché per fare solidarietà e aiutare l’altro non occorrono gesti eclatanti. Tutti possiamo farlo e basta poco per rimettere in moto l’economia della felicità e del buon senso”, conclude.

LEGGI la notizia dell’altro locale che ha introdotto il caffè sospeso