Roma, 12 Luglio 2020 - 1:51

Villa Ada racconta

Silvia Arbicone

Custode del nostro tesoro verde

4 Dicembre 2019

I fiori nascosti dell’eucalipto a Villa Ada in quella meraviglia del ciclo della vita

Passeggiando nel parco di Villa Ada in autunno, avvolti dal giallo prorompente dei tigli, degli ippocastani e delle robinie, andiamo in cerca di fioriture che ci consentano di superare la tradizionale associazione di questa stagione con la solitudine, la decadenza, la vecchiaia e la morte. Un’associazione che ben descrive Paul Verlaine (nel suo “Poesie e prose” edito da Mondadori nel 1992):

Canzone d’autunno

Io mi ricordo dei giorni antichi

e piangendo me ne vado via

nel vento maligno, che mi trascina

di qua e di la come una foglia morta.

Ma possiamo guardare all’autunno anche come legame tra senex e puer, come scrive James Hillman nel suo libro “Puer aeternus” (Adelphi 1999): “Il puer e il senex sono con noi dall’inizio alla fine della vita. Il puer ispira lo sbocciare delle cose, il senex presiede al raccolto. Ma fioritura e raccolto si susseguono a intermittenza lungo tutta la vita”. Quindi tenere insieme le caratteristiche psicologiche di entrambi ci permette di provare a fare della nostra vita una forma d’arte.

“Nella lontananza che la solitudine ha dischiuso, torna a vivere un nuovo sguardo. Forse un nuovo incantamento: lo sguardo del fanciullo”, ha scritto Antonio Prete (nel suo “Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità” edito da Bollati Boringhieri nel 2016).

 

E Hermann Hesse (in “Le stagioni della vita”, Oscar Mondadori 2012):

Foglia appassita

Ogni fiore vuol diventare frutto,

ogni mattino sera,

di eterno sulla terra non vi è

che il mutamento, che il transitorio.

Così, cercando bene a Villa Ada, ci sono venuti in mente i fiori nascosti dell’eucalipto (Eucalyptus globulus Labill.), il cui nome in greco vuol dire proprio “ben nascosto”. Sono fiori ermafroditi e sbocciano da novembre fino a giugno. Appaiono da un involucro legnoso come piccoli bianchi fuochi di artificio, poi cadono a terra diventando frutti profumati in capsule globose a forma di trottole con delle fessure dalle quali fuoriescono i semi.

Ma tutta la pianta dell’eucalipto, originaria dell’Australia, presenta delle meraviglie. Ad esempio la corteccia del tronco, che sfoggia tutte le sfumature del grigio fino a diventare bianca. Tanto che nelle isole Hawaii questo albero è chiamato “arcobaleno”.

Anche le foglie sempreverdi sono particolari, perché sembrano appartenere a due alberi diversi: da giovani sono rotonde, azzurro-grigie, aromatiche; mentre da adulte appaiono verdi, lanceolate a forma di falce (fenomeno chiamato “eterofillia”). Somigliano ad imbuti o alle dita di una mano e sono il cibo preferito dei Koala.

Le radici dell’eucalipto servono a prosciugare le acque, impedendo la diffusione delle zanzare. Gli aborigeni le usavano come una sorta di “bottiglie d’acqua”. L’albero dell’eucalipto viene impiegato anche come frangivento, per rimboschimenti e bonifiche. È utilizzato infine per usi ornamentali e medicinali: vi si estrae l’eucaliptolo, un olio essenziale curativo delle malattie respiratorie. Con alcune varietà si produce dell’ottimo miele

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