FuoriQuartiere | Asia Argento

Dario Argento, il rapporto con Asia e le sue rivelazioni

di Daniele Petroselli

Un lungo pomeriggio in tv con Mara Venier. Dario Argento, insieme alla figlia Asia, è stato ospite di “Domenica In” su Rai1. L’occasione è stata la promozione del libro dell’attrice “Anatomia di un cuore selvaggio“, dove parla non tanto dei suoi successi lavorativi quanto della sua vita privata.

Il regista, che vive da anni vicino al Nomentano, a detta di Asia, è stato una sorta di “mammo”: “Papà è l’amore della mia vita – ha confessato -. Non mi ha mai tradita, è un artista sublime che si è dedicato alle sue figlie”. Mentre Dario, protagonista del volume Typimedia “Trieste-Salario in 100 personaggi (+1)”, ha raccontato: “Non sono il nonno che va al parco con i bambini”. ma ha ricordato anche quando una volta si è travestito da Befana e di essere passato davanti ai vetri della finestra per far spaventare i bambini: “Avevo anche un registratore che faceva la voce”. Mentre sulle figlie ha detto: “Sono orgoglioso di tutte. Sono adorabili, mi hanno fatto passare anni meravigliosi, bellissimi”.

Argento che nelle scorse ore in alcune interviste ha anche confessato alcuni retroscena della sua vita. “All’Hotel Flora, a due passi da via Veneto, nell’inverno del 1976 rischiai di suicidarmi – ha detto a GQ -. Mi era capitato di svegliarmi una notte con il nitido desiderio di lanciarmi dalla finestra e la stessa cosa mi era successa qualche settimana dopo quando mi era addirittura accaduto di immaginare il dopo: il mio corpo che precipitava a terra, lo schianto, il rumore, i titoli dei giornali. Dovetti combattere ma mi rialzai. Mi tirai su e da allora non ci ho mai più pensato”.

Mentre sulla dipendenza dall’hashish ha detto: “Mi ha fatto compagnia per moltissimo tempo. Non mi ricordo iniziai, ma se avessi potuto avrei continuato. Ho dovuto smettere perché bronchite e tosse non mi davano tregua”. Nel 1985 fu anche arrestato per questo: “Mi portarono via, a Regina Coeli, ma non volevo che la situazione né i titoli dei giornali suonassero come ‘il grande regista arrestato per droga’, così mentre andavamo via cercai comunque di sdrammatizzare. ‘Ahò, mò non famo che me ne vado e ve fumate la robba mia’, dissi in romanesco e con il sorriso sulla faccia. Gli agenti risero poco, erano imbarazzati”.


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