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Nuove scuole, cura delle strade e impegno nel sociale, Caudo: “Lascio un Municipio cambiato”

di Giulia Argenti

“Abbiamo aperto tanti cantieri, portando a termine opere che erano ferme da anni. Scuole, strade, cultura e impegno sul sociale: questi i settori su cui ci siamo concentrati, rispettando il programma presentato agli elettori”. Dal suo ufficio che affaccia sul cantiere per la pedonalizzazione di  piazza Sempione, la più discussa tra le eredità lasciate dall’amministrazione di Giovanni Caudo, il presidente del III Municipio traccia un bilancio finale del suo mandato. Il 3 e il 4 ottobre, infatti, gli elettori di Montesacro saranno chiamati a scegliere, oltre al nuovo sindaco, anche il presidente del Municipio.

Presidente Caudo quali sono gli obiettivi raggiunti dalla sua amministrazione di cui è più soddisfatto?

“Tre anni fa, dopo la caduta dell’ex minisindaca grillina Roberta Capoccioni, sfiduciata in consiglio municipale, ci siamo presentati agli elettori con un programma preciso: sapevamo che avremmo avuto meno tempo degli altri e che dovevamo lavorare ponendoci degli obiettivi precisi. E così abbiamo fatto. La mia amministrazione ha investito 45 milioni in interventi con gare d’appalto. Abbiamo rifatto le strade, riqualificato mercati storici come quello di viale Adriatico, aperto ben quattro nuove scuole e tutte in periferia. Abbiamo rimosso i box del mercato da via Val d’Ossola, dove esisteva da anni una situazione di estremo degrado, c’erano addirittura i topi. E poi, ovviamente, ci siamo battuti per avviare il cantiere per la pedonalizzazione di piazza Sempione. Un intervento necessario, grazie al quale i residenti potranno fruire di una piazza nuova e molto più vivibile, libera dalle auto”.

Di tutti i progetti avviati dalla sua amministrazione, la pedonalizzazione di piazza Sempione è stato il più discusso e criticato. Si aspettava tutte queste polemiche?

“Ci sono cose che devono essere fatte, perché necessarie al territorio: la pedonalizzazione di piazza Sempione era una di queste e abbiamo scelto di portarla avanti senza fermarci di fronte alle ostilità, che comunque avevamo previsto. Quando si portano avanti progetti come questo, che puntano a rendere i quartieri più vivibili e sostenibili, aumentando le aree pedonali, si incontrano sempre delle resistenze. Mi aspettavo le polemiche e non ne sono rimasto sorpreso. Anzi, oggi, girando per Montesacro, vedo che si sono tanti cantieri aperti e ne sono felice, le persone si lamentano e questo, in un certo senso, è un dato positivo. Vuol dire che da tempo nel nostro territorio non si vedevano cantieri in atto, per i residenti sono quasi una novità. Alcuni ci rimproverano perché in certi casi i lavori procedono a rilento, ma non dipende da noi”.

Perché questi rallentamenti?

“Il Covid ha reso molto più difficile il reperimento delle materie prime necessarie per portare avanti i lavori: costano di più e ci mettono più tempo ad arrivare. Per questo, in alcuni casi, i cantieri vanno avanti a un ritmo più lento rispetto a quello previsto. Il basalto (roccia vulcanica di colore scuro, ndr) per la riqualificazione di largo Val Santerno, ad esempio, abbiamo dovuto farlo arrivare dal Vietnam. È ovvio che, se le materie prime non ci sono, i lavori si fermano”.

Un altro effetto del Covid è stata la crisi economica, che ha messo in serie difficoltà tante famiglie, anche a Montesacro. Quali interventi avete portato avanti, come Municipio, per contrastare questa emergenza sociale?

“Fin dalle prime settimane di lockdown, nel marzo 2020, abbiamo unito in un’unica rete tutte le realtà sociali e di volontariato presenti nel nostro territorio. Abbiamo aperto un emporio solidale dove chi è in difficoltà può acquistare beni di prima necessità senza pagare nulla. Non solo: con l’assessora al Sociale, Maria Concetta Romano, abbiamo messo in piedi una rete capillare di punti di raccolta per la spesa solidale nei supermercati del nostro territorio. Grazie a cui possiamo reperire i beni necessari per riempire i pacchi alimentari che consegniamo regolarmente, ancora oggi, a 1400 famiglie. Il nostro, inoltre, è l’unico Municipio che ha aperto con le proprie risorse un centro per senza fissa dimora, che dal 2018 non ha mai chiuso. Anzi, nei mesi del lockdown, è rimasto aperto 24 ore su 24. Nel nostro territorio non ci sono stati morti per il freddo, chiunque ne ha avuto bisogno ha avuto un letto e un pasto caldo”.

Com’è stato il rapporto con l’amministrazione comunale in questi anni?

“Diverso, a seconda dei problemi da affrontare. Quando si è trattato di avviare interventi per la ristrutturazione delle scuole, ad esempio, c’è stata massima collaborazione. In altri casi aperta ostilità, come quando ci siamo battuti per la chiusura del Tmb Salario, un altro risultato di cui vado molto orgoglioso. Il problema maggiore è il reticolo di competenze diverse e di burocrazia che spesso blocca l’azione del Municipio e impedisce di risolvere i problemi: un esempio è via Giovanni Conti, una strada riqualificata a metà, perché è in parte di competenza municipale e in parte in carico al Simu (Dipartimento sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana, ndr), che per la parte di sua competenza deve ancora bandire la gara d’appalto, mentre noi abbiamo finito i lavori nel settembre del 2018”.

Quali sono le questioni più urgenti di cui il nuovo presidente del III Municipio dovrebbe occuparsi?

“La manutenzione e il rifacimento dei marciapiedi, la ristrutturazione degli edifici scolastici e l’organizzazione di eventi culturali, soprattutto per i ragazzi. Noi abbiamo fatto tanto, in tutti e tre i campi, soprattutto in quello culturale, grazie all’impegno e alle intuizioni geniali dell’assessore Christian Raimo. Ma molto c’è ancora da fare: ci si lamenta spesso della movida, dei ragazzi che bivaccano fino a tardi in strada. Ma in pochi si chiedono: quali alternative offriamo loro? Spero che il nostro candidato presidente, Paolo Marchionne, abbia l’opportunità di proseguire su questa strada”.

Quali sono, invece, i suoi progetti per il futuro?

“Come candidato capolista di Roma Futura tra i contribuiti più importanti che spero di portare in assemblea capitolina c’è la ridefinizione del rapporto tra Comune e Municipio. I Municipi di Roma sono delle città e devono essere messi nelle condizioni di governare. Servono più risorse e più competenze”.


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