Flaminio-Parioli | Articoli

L’invasione della specie aliena: così il quartiere perderà i suoi pini

di Daniele Galli

Il conto alla rovescia è partito. Un paio d’anni. Forse tre. I pini di Roma che “la vita non li spezza” – così cantava l’ex studente del Giulio Cesare, Antonello Venditti – sono destinati a morire.

Dopo i crolli dello scorso inverno – Villa Ada è un cimitero – i pini del Flaminio-Parioli devono fare i conti con un nemico quasi invisibile. La colpa stavolta non è dell’uomo, che tomba le radici con il cemento e non bada all’invecchiamento dei fusti, bensì di un parassita. Un insetto killer dal nome gentile. Si chiama cocciniglia tartaruga. Segni particolari: è una specie aliena, proviene dall’America del nord. Gli esperti sostengono che il suo atterraggio sui nostri pini, di cui la cocciniglia si ciba, sia dipeso dai mutamenti climatici.

Bruno Santoro è un dottore forestale e collabora con un comitato di Prati, “Amici di via Plava”. È lui a spiegare a RomaH24 la gravità del nuovo fenomeno: «La cocciniglia punge la parte apicale dei rami e succhia la linfa, emettendo melata. Acqua e zucchero. Questa sostanza si deposita sulle foglie, sulle quali si formano dei funghi e quindi una patina nera che impedisce alla pianta di fotosintetizzare. Questi due effetti combinati fanno deperire l’albero. Che muore entro due o tre anni».

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