11 settembre 2019 - 8:40 . Flaminio-Parioli . Cronaca

Scritte, tag e graffiti: così il Ponte Flaminio è deturpato dai vandali

Parliamo di un'opera che risale al 1930
Parliamo di un'opera che risale al 1930

Il Ponte Flaminio sta perdendo il suo antico splendore. Eccellenza del quartiere e un tempo ingresso monumentale per Roma, oggi appare come un gigante malandato.

Basta alzare lo sguardo da corso Francia per rendersi conto di come i graffiti lo deturpino. Scritte e tag che sono un autentico schiaffo alla vista. E lo spettacolo poco gradevole prosegue sulle scale che portano al ponte: anche lì – oltre ai rifiuti e alla vegetazione incolta – campeggiano le bravate dei giovani con le bombolette spray.

Proprio loro, che dovrebbero preservare il futuro di questa città, hanno portato le loro “opere” anche in cima al ponte, ignari della sua storia. Che inizia nel 1930, anno della costruzione, voluta da Mussolini in persona. Il duce si rivolse ad Armando Brasini per ottenere un’opera imponente, simbolo del ventennio fascista. E così fu: lungo 255 metri e largo quasi 30, venne ispirato alle suggestioni della Roma imperiale.

Tutto questo, però, non ha protetto il Ponte Flaminio da quegli atti vandalici che sono sotto gli occhi dei migliaia di autisti che ogni giorno lo attraversano.

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