13 agosto 2019 - 8:40 . Flaminio-Parioli . Curiosità

Caffè e pasto sospeso, il Municipio approva la delibera. Ecco come aderire

La solidarietà non va in vacanza. Il II Municipio ha votato una delibera chiamata “Pratica del caffè sospeso e del pasto sospeso”. Si tratta del pagamento di un caffè, un panino o un pasto in un bar, tavola calda o pizzeria a vantaggio di un anonimo e futuro avventore, che trovandosi in una situazione di difficoltà economica e sociale, può beneficiare e trovare sollievo in questo gesto solidale.

Quella del caffè sospeso è una tradizione partenopea che, già in alcuni locali del Trieste-Salario, esiste da alcuni mesi: il primo a introdurla fu il Giada Food Lab & Drinks, un locale di corso Trieste. Da lì sono seguiti altri casi di attività aderenti che adesso potrebbero coinvolgere anche la zona del Flaminio o dei Parioli. Grazie alla delibera approvata, infatti, è proprio il Municipio a promuovere questo splendido esempio di filantropia in maniera organizzata. Come?

Una frase di Luciano De Crescenzo che spiega il perché del caffè sospeso

Da ottobre gli esercizi commerciali aderenti potranno richiedere l’iscrizione a un albo predisposto negli uffici di via Dire Daua. Alle attività partecipanti sarà fornita una etichetta adesiva con logo da apporre all’ingresso. L’albo verrà pubblicato sul sito web del Municipio e sarà aggiornato continuamente.

“La disumanità si combatte con gesti concreti perché restare umani è possibile – spiega Caterina Boca, presidente della commissione municipale Politiche Sociali che ha promosso il progetto -. Vogliamo promuovere un gesto nobile, un’alternativa di valore all’emarginazione e all’indifferenza. Perché per fare solidarietà e aiutare l’altro non occorrono gesti eclatanti. Tutti possiamo farlo e basta poco per rimettere in moto l’economia della felicità e del buon senso”, conclude.

LEGGI la notizia dell’altro locale che ha introdotto il caffè sospeso