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Mercato Trieste, il vetraio non può lavorare e chiede i danni al Comune

di Antonio Tiso

Il Comune latita e i suoi affari vanno a rotoli. Stefano Dionisi, vetraio di via Lambro, è inviperito contro il Campidoglio. Il motivo? Lo scorso 16 aprile alcuni pesanti calcinacci sono precipitati dal cornicione del mercato Trieste, rendendo inaccessibile non soltanto quel tratto di marciapiede, ma anche l’ingresso alla bottega. Da quel giorno nulla è cambiato, i nastri della polizia locale proteggono i passanti ma, al contempo, impediscono all’artigiano di lavorare.

Inoltre, la chiusura estiva del mercato per la già calendarizzata opera di rinnovamento, si avvicina inesorabilmente. Il rischio è che il laboratorio debba restare chiuso da metà aprile fino a settembre, quasi mezzo anno. Quando potrà riaprire? “Nessuno mi ha fatto sapere nulla – mastica amaro Dionisi – e io intanto sono bloccato. Nel mio settore i mesi primaverili ed estivi sono i più importanti, in cui la mole di lavoro è maggiore, così sto perdendo un sacco di soldi“.

Il Campidoglio, proprietario del mercato rionale, è però sempre puntuale nel mandare i bollettini per la pigione: “Una situazione grottesca – incalza l’artigiano -. Inoltre sto pagando un secondo affitto, per un magazzino a piazza San Saturnino 5″.

Da qui il bisogno di adire le vie legali: “Ho dato mandato al mio avvocato – chiosa Dionisi – per chiedere i danni. Stiamo solo aspettando il verbale dell’incidente”.

Tra le parti coinvolte è già iniziato lo scaricabarile. Atac prende le distanze da possibili responsabilità: “La nostra concessione è scaduta all’inizio del 2018, se il danno c’è stato spetta al proprietario risolverlo”. Dall’Ufficio tecnico del II Municipio spiegano invece che l’immobile è di proprietà del Comune: “La nostra competenza è sul mercato che si trova al piano terra. I calcinacci sono caduti dal tetto dei piani superiori dove si trova il parcheggio. Questo spazio è di competenza del Dipartimento Mobilità che aveva dato una concessione ad Atac, ora scaduta. Segnaleremo la questione all’ufficio preposto quanto prima”. E il Dipartimento Mobilità cosa dice? Nulla. Impossibile, finora, mettersi in contatto con i loro uffici.

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