FuoriQuartiere | Articoli

Tmb, perché i comitati di quartiere ci avevano visto lungo

di Federica Capati

Ci avevano visto lungo i comitati dei quartieri colpiti dai miasmi del Tmb Salario. Nel 2016, infatti, avevano presentato un progetto di riconversione dell’impianto, che la sindaca Virginia Raggi sembra aver ricalcato in moltissime parti con il rendering di conversione, annunciato due giorni fa. È quanto emerso ieri, nel corso della Commissione trasparenza, nelle aule consiliari del III Municipio. Le idee della Raggi vengono tutte da una proposta, protocollata nel 2016, di alcuni residenti di Villa Spada e Fidene.

Il progetto di riconversione
È di due giorni fa la notizia, annunciata dalla stessa Sindaca con un post su Facebook, di un rendering di riqualificazione dell’impianto di via Salaria 981. Un prato verde, una biblioteca, un asilo nido e una sala a disposizione dei cittadini per gli incontri pubblici. Si tratta del nuovo centro direzionale di Ama, l’azienda dei rifiuti di Roma, che sorgerà al posto del Tmb. Come emerso dalla Commissione trasparenza di ieri, però, un progetto vero e proprio non c’è. Lo ha confermato Pinuccia Montanari, assessora all’Ambiente del Campidoglio, mettendo un freno alle parole della Raggi.

La rabbia dei cittadini
Questo rendering, però, non è proprio farina del sacco della sindaca. “Raggi fa passare per sua una nostra idea”. Sono infuriati i cittadini di Villa Spada, Fidene, Nuovo Salario. Da anni combattono per la chiusura dell’impianto. E due anni fa hanno fatto la loro proposta. Un progetto di riconversione, protocollato il 10 ottobre 2016, indirizzato alla Raggi, all’assessora (ormai ex) Paola Muraro, a Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente capitolina, e all’allora presidente del III Municipio, Roberta Capoccioni, del M5S. Chiedevano che l’impianto fosse chiuso e poi riconvertito in uffici Ama o uffici della Municipalità con parcheggio per i dipendenti e che in seguito alla bonifica dell’area si affittasse il terreno per attività di grandi servizi.

L’attacco di Caudo
Anche Giovanni Caudo, presidente del III Municipio, ieri, in Commissione trasparenza, ha attaccato la Sindaca, difendendo la lotta che i cittadini stanno portando avanti dal 2011. “Avremmo preteso una maggiore onestà intellettuale nel suo comunicato, che desse spazio al fatto che i cittadini avevano visto lungo su come quell’area dovesse essere trasformata”.

(ha collaborato Daniela Mogavero)