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Sit in e manifestazioni: i liceali del Trieste-Salario scioperano

di Claudio Lollobrigida

I licei di Roma e del Trieste-Salario scioperanoGiulio Cesare, Righi, Tasso, Avogadro. Proprio nel giorno in cui era inizialmente previsto il rientro in aula – 11 gennaio, poi rinviato al 18 – centinaia di alunni hanno manifestato davanti agli istituti, al ministero dell’Istruzione e alla Prefettura.

Obiettivo? Più chiarezza sul percorso che porterà alle lezioni in presenza da parte delle istituzioni.

Giulio Cesare

Già prima delle 9, a corso Trieste decine di studenti si soni riuniti in un sit in di fronte alla scuola, con l’area transennata e la presenza della guardia di finanza.

GIULIO CESARE

Tasso

Un sit in culturale per chiedere alle istituzioni più rispetto per le esigenze degli studenti. A organizzarlo sono gli alunni del liceo Tasso.

LICEO TASSO

Decine di ragazzi si sono riuniti all’esterno dell’istituto per manifestare contro alcuni provvedimenti circa il rientro in aula. Nel mirino, in modo particolare, ci sono gli orari decisi per gli ingressi scaglionati.

Righi

Anche il liceo Righi partecipa allo sciopero generale degli studenti indetto per la giornata dell’11 gennaio. I ragazzi dell’istituto a due passi da corso d’Italia si sono ritrovati a Villa Borghese per manifestare contro il piano delle istituzioni per il rientro in classe.

GLI STUDENTI DEL RIGHI A VILLA BORGHESE

Sicurezza e un programma efficace a lungo termine. Sono queste le richieste principali dei ragazzi.

Avogadro

Una rappresentanza degli studenti ha manifestato di fronte al Campidoglio. Una protesta che è stata anticipata da una lunga lettera diffusa proprio dai ragazzi dell’Avogadro. Questi i passaggi salienti: “Tra innumerevoli e inconcludenti decreti sono ormai passati 10 mesi dall’inizio dell’emergenza che ha sconvolto il nostro Paese e la vita di noi giovani, considerati in questo frangente sacrificabili e facilmente manovrabili. Più volte, nella storia della politica italiana, e soprattutto nel periodo più recente, la scuola è stata considerata come l’istituzione da poter trascurare con una politica di fatto sterile e del tutto estranea alle esigenze dell’ambiente scolastico. L’emergenza sanitaria ha mostrato con chiarezza i danni causati da continui tagli e manchevoli riforme, le quali, ad oggi, hanno condotto ad un’inaccettabile trascuratezza del diritto all’istruzione“.

STUDENTI DEL LICEO AVOGADRO IN PRESIDIO DAVANTI AL CAMPIDOGLIO

E ancora: “Come possiamo aspettarci un futuro roseo, per questa nostra società italiana, con i medesimi presupposti? Come possiamo pretendere che l’indomani veda un necessario progresso, continuando in questa direzione? Diciamo basta al rimandare, ancora e ancora, questa situazione precaria e insostenibile. Pretendiamo ora e subito attenzione e riguardo nei confronti dell’istituzione scolastica, per ripristinare e valorizzare questi aspetti fondamentali finora ignorati. La scuola non è una mera spesa, un peso della burocrazia, la scuola è condivisione, futuro, educazione, crescita individuale e collettiva”.

LEGGI la lettera integrale degli studenti dell’Avogadro


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