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Incidenti stradali, la mappa dei punti più a rischio nel quartiere

di Antonio Tiso

La tragica scomparsa del manager di Share’ngo Enrico Tagliaferri, investito il 13 marzo a piazza Acilia e deceduto in ospedale, riaccende il dibattito su strade e sicurezza nel Trieste-Salario.

Se le cause degli incidenti sembrano essere ormai note – cattiva condizione delle strade, segnaletiche insufficienti, strisce pedonali cancellate, mancato rispetto del codice della strada – diverso è il discorso sui luoghi dove gli incidenti sono più frequenti.

Su via Nomentana – agli incroci con viale Regina Margherita e con viale XXI Aprile e via di Santa Costanza- la velocità è il pericolo numero uno. Stando alle statistiche sui sinistri stradali verificatisi nel 2016 sulle strade di Roma, la Nomentana – dove morì anche Tommaso Mossa, ragazzo del nostro quartiere – risulta tra le strade più pericolose della città. Molto seria anche la situazione di piazza Acilia e piazza VerbanoSandro Calmanti, ex presidente di Salvaciclisti Roma, vive a ridosso di via Nemorense e conosce la mobilità da pedone, automobilista e ciclista: “In queste due piazze, in corrispondenza dei bar, ci sono molte auto in doppia fila o parcheggiate sulle strisce. E questo impedisce ai guidatori di vedere i pedoni, anche perché a volte la segnaletica orizzontale è del tutto cancellata. Questo aumenta le possibilità di incidenti anche tra le auto stesse”.

Un altro punto a rischio è l’angolo tra via Fogliano e via di Priscilla, oltre a quello tra via Chiana e via Panama. Le macchine parcheggiate in doppia fila o sulle strisce limitano il campo visivo sia per chi guida che per chi attraversa. I pedoni e le bici qui devono fare molta attenzione, specialmente gli anziani e le persone con la carrozzina, siano queste invalide o genitori coi bimbi piccoli.

Anche a piazza Gondar sono accaduti diversi incidenti. Il rischio più alto è quello per le bici che arrivano dal ponte delle Valli.

Ma quali sono le possibili soluzioni? “Dobbiamo aumentare la sicurezza degli attraversamenti pedonali nel quartiere. Questa nuova tragedia deve essere la spinta a fare di più”. Sono le parole di Carlo Manfredi,capogruppo Pd al II Municipio, dopo la notizia della scomparsa di Chicco Tagliaferri, investito il 13 marzo a piazza Acilia. Dopo un lungo periodo di ricovero, l’uomo non ce l’ha fatta a causa dei postumi del grave incidente. Un fatto drammatico che riaccende il dibattito su strade e sicurezza nel Trieste-Salario.

“Dobbiamo ridisegnare gli spazi urbani e rimodellare la pianta dei luoghi – prosegue Manfredi – dando priorità all’incolumità delle persone a piedi. Le soluzioni al vaglio sono diverse. Tra queste, allargare i marciapiedi e rimodellarli come già fatto davanti a molte scuole, aggiungere i parapedonali, creare strisce pedonali rialzate, ostacolare la seconda fila anche a costo di restringere la carreggiata”.  Ma, nel frattempo, la domanda più ricorrente tra i ciclisti – e non solo – è: “E mo che famo?”.