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Flop parco Nemorense: tutto quello che non è stato fatto

di Antonio Tiso

Le fontanelle perdono acqua. Manca un sistema di irrigazione delle aiuole. L’acqua del laghetto ristagna. Gli scalini su via Panaro sono rotti. Alcune essenze arboree decorative sono secche. Sono alcune delle problematiche di Parco Nemorense al momento della riapertura del 23 luglio. E ancora: l’altalena dei bimbi diversamente abili non è stata ripristinata. La bocciofila del centro anziani è chiusa. Un lavoro incompleto a fronte di otto mesi di cantiere e 400.000 euro di costi.

Il campo da bocce non è stato minimamente riparato

I cittadini che ieri sono arrivati in villa per riabbracciare un luogo a loro caro sono rimasti presto delusi. Hanno capito che la chiusura era servita a poco. Così la lunga attesa per l’arrivo della sindaca – quasi un’ora di ritardo – si è trasformata in un momento di confronto tra i partecipanti. E quella che doveva essere una festa è diventata un’esplosione di proteste: “Hai visto che le rose stanno morendo? È perché manca l’irrigazione”, diceva qualcuno. “Ma il retro del bar è già imbrattato da scritte vandaliche? Pare ci siano tre punti da cui si può facilmente scavalcare di notte”, aggiungeva un altro.

LA NUOVA PAVIMENTAZIONE REGGERÀ?
“Anche la nuova pavimentazione lascia perplessi”, spiega Andrea Rollin, presidente della Commissione all’Ambiente del II Municipio: “È stata creata per evitare ristagni e polvere, ma le resine utilizzate per questi obiettivi – ho saputo – sono scolate via alla prima pioggia”.

La scalinata danneggiata

ARRIVA LA SINDACA E PARTE LA PROTESTA
Quando alle 18: 22 la sindaca ha varcato la soglia di Parco Nemorense ha capito subito che non sarebbe stata una passerella. Non come se la immaginava. Ad attenderla c’erano molti cittadini arrabbiati. Virginia Raggi si è scontrata con un muro di delusione e rabbia. Non riusciva ad avanzare verso i nastri da tagliare, un momento a cui tiene molto. “Abbiamo atteso da novembre 2019 per vedere il nulla”, l’ha apostrofata qualcuno. “Vergogna” strillava un’anziana. Con molta compostezza gli abitanti del Trieste-Salario le hanno elencato gli interventi da completare nei prossimi mesi. Francesca Del Bello, la presidente del II Municipio intanto spiegava il disagio delle persone: “Il quartiere ha vissuto con fatica la lunga chiusura e oggi si aspettavano di più. Ti chiedo di intervenire quanto prima per risolvere i problemi irrisolti”. “Con il Covid-19 ci sono stati dei ritardi e problemi con le alberature, per cui la ditta non ha ritenuto di aprire prima per motivi di sicurezza – ha spiegato la prima cittadina -. Andremo a migliorare alcune cose, come l’area giochi, le fontanelle e la scalinata. Completeremo gli interventi, vi ringrazio per la pazienza”.

L’EX AREA AMA
A poca distanza intanto una rete delimita l’area che Ama restituirà al parco. Utilizzata fino a poco tempo fa come zona deposito, è stata ripulita dai materiali che la ricoprivano, ma appare brulla e secca. Uno spazio ancora da riqualificare.

L’ex area Ama, ora transennata

LA LUNGA ATTESA
E pensare che i cancelli del piccolo polmone verde del quartiere erano chiusi dal’11 novembre 2019 per lavori di riqualificazione. Sarebbero dovuti durare sei mesi. Facevano parte di un più ampio piano di investimenti del Campidoglio, pari a 12 milioni di euro, per la riqualificazione di 20 spazi verdi, tra i quali anche Villa Borghese e Villa Sciarra. Doveva riaprire a maggio. Poi però sono arrivati il Coronavirus, il lockdown, lo stop alle attività non essenziali, e s’è spento tutto. Il lungo cantiere ha iniziato così a sfibrare la pazienza dei residenti. Ora inizia una seconda attesa: che i lavori siano davvero completati a breve, come il 23 luglio la sindaca ha promesso pubblicamente.


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