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EXTRANEWS – Abbiamo chiesto a una mamma le cinque cose che cambierebbe nel quartiere

di Antonio Tiso

“Da dove cominciamo?” chiede scherzando Francesca. Scherza ma mica tanto, visto l’elenco che snocciola: sono i problemi che una mamma deve affrontare nel Trieste-Salario.

Parchi, scuole, mezzi pubblici, marciapiedi e strade. Eccoli i luoghi del quartiere su cui Francesca Pantusa, calabrese di 40 anni, da 15 a Roma, interverrebbe con urgenza in quanto mamma. “Vivere nel Trieste-Salario mi piace, ma i problemi che affliggono le madri nella quotidianità sono numerosi. I parchi avrebbero bisogno di una pulizia costante e approfondita. Poi cambierei gli scivoli e le altalene che spesso sono rotti, così come la pavimentazione. Villa Chigi in particolare è decaduta tantissimo negli ultimi anni. A volte troviamo bottiglie di vetro intorno ai giochi dei bambini”.

Per Francesca, che nella vita gestisce una pizzeria da asporto a via Tripolitania e fa parte dell’attivissimo gruppo Facebook di quartiere Taomamma, servirebbe un restyling anche dei marciapiedi: “Sono pieni di buche, muoversi col passeggino è complicato. Una volta non ne vidi una e ci finii dentro, tanto che mio figlio cadde. Poi bisogna continuamente fare attenzione alle deiezioni canine, c’è molta inciviltà su questo”.

Francesca Pantusa

Un altro problema per la nostra giovane mamma sono le strade, con la loro scarsa manutenzione: “A volte è difficile attraversare coi bambini perché le strisce pedonali sono invisibili e i semafori parzialmente nascosti dalle fronde degli alberi. Di sera l’illuminazione è scarsa e poi c’è tanta sporcizia. L’altro giorno con mio figlio abbiamo pestato un topo morto che al buio non si vedeva”.

Per i bambini la scuola è una sorta di seconda casa, vista la quantità di tempo che ci passano. E anche qui ci sarebbe molto da fare, come spiega Francesca: “Molte avrebbero bisogno di lavori di ristrutturazione. La Ferrini, per esempio, che conosco personalmente, non è messa bene. Mi auguro che davvero intervengano presto”.

Infine i mezzi pubblici, l’ultima delle cinque croci che ogni giorno pesano sulle spalle delle mamme di quartiere: “È quasi impossibile salire col passeggino per le pedane mal funzionanti o gli ingressi stretti. Poi i bus passano di rado e sono stracolmi, non trovi posto”.

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