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Ciccaglioni reinventa la libreria: “Eli, loft dedicato al quartiere”

di Marco Liberati

Un fuoco interiore, un amore per le pagine da sfogliare che non si è mai spento. Marcello Ciccaglioni, l’ex proprietario delle librerie Arion, voleva creare qualcosa di completamente diverso nel panorama librario della Capitale e la missione è stata completamente centrata.

La discesa che porta verso il nuovo spazio Eli, di viale Somalia, è l’ingresso verso un nuovo modo di approcciare alla lettura, a partire proprio dal nome, acronimo di Esperienza, libri, idee, ma anche il diminutivo della moglie di Marcello. L’anteprima del Premio Strega, ospitata proprio nel nuovo locale, è stato un successo che nasce da lontano, da 56 anni di esperienza sul campo. Dalle bancarelle di via delle terme di Diocleziano, fino alla nascita del primo punto vendita di viale Eritrea, Ciccaglioni ha impiegato tutte le sue energie per diffondere cultura e questo è il leit motiv che ha portato alla creazione di questo nuovo spazio, che è qualcosa di più di una semplice libreria.

“L’idea nasce da un dato allarmante: negli ultimi 5 anni hanno chiuso 865 librerie in tutta Italia e a Roma hanno tirato giù le saracinesche locali storici – sentenzia l’imprenditore che fa parte dei personaggi intervistati nel volume Communitybook Trieste-Salario -. Evidentemente il vecchio modello di vendita non va più bene. Le grandi librerie sono diventate dei supermercati, non c’è più assistenza e c’è questa grande quantità di libri che nessuno sa raccontare. Nel contempo le piccole sono state distrutte dalle vendite on line che hanno raggiunto il 37% del totale”.

Sembra un vortice da cui non si riesce a uscire, ma Ciccaglioni ha l’energia per guardare oltre: “Non mi voglio arrendere. Parto da un presupposto, siamo sempre più digitali, ma in realtà la gente vuole incontrarsi e per questo, sui 400 metri quadrati di questo spazio, oltre la metà sono dedicati agli eventi”.

Non solo vendita di libri quindi, ma un vero e proprio centro di aggregazione: “Il 5 settembre inaugureremo una biblioteca. Le persone potranno venire qui e prendere in prestito i libri. Sarà dedicata a chi non ha la possibilità di comprare, tutto attraverso una tessera simbolica”. Questo punto di condivisione partirà proprio dal Premio Strega: “I cinque finalisti saranno i primi volumi che verranno messi a disposizione. Sarà un modo per far frequentare lo spazio da tutti gli appassionati della lettura”.

Eli è uno progetto ancora in divenire, ma dal 2 dicembre a oggi sono stati organizzati ben 46 incontri di vario tipo. “Il nostro spazio vuole essere a disposizione di tutto il quartiere. Presto ci sarà una riunione dei commercianti, ma abbiamo organizzato dei corsi di inglese e ci mettiamo a disposizione delle associazioni locali che volessero utilizzarlo come luogo di incontro”.

Per certi versi ci sarà una fusione tra antico e moderno: “I libri li scelgo da libraio – continua il proprietario –, ma contemporaneamente utilizzo le nuove tecnologie. Abbiamo una banca dati di 20mila utenti che saranno invitati agli eventi in funzione dei propri interessi e gusti”.

Tutto questo è nato da un viaggio negli Stati Uniti: “Sono andato un anno e mezzo fa a New York e al Village (quartiere di Manhattan, ndr) ho visitato una sorta di loft, non esattamente una libreria, ma un posto dove ascoltare musica e leggere libri”. Da lì l’ispirazione: “Ho fatto delle foto – continua Ciccaglioni – mostrandole all’archietto, che lo ha riproposto attraverso la sua visione”. Non più una libreria, ma una vera e propria casa degli amici dei libri.

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