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Chi è Luigi, il barbiere di via Ancona che ha tagliato i capelli a Ciampi e Scalfaro

di Antonio Tiso

Taglia i capelli a via Ancona dal 1977. Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scalfaro sono stati suoi clienti. Si chiama Luigi Pinzo, ha 79 anni, ed è uno dei barbieri storici del Trieste Salario. Talmente popolare da essere insignito nel 1993 del titolo di Cavaliere della Repubblica. Nella sua bottega sono passati in tanti, dai papà di famiglia con i loro bambini ai personaggi facoltosi come politici, ministri, imprenditori e docenti universitari.

Luigi al lavoro con un cliente

Luigi è una persona riservata e mite. Ti accoglie sempre col sorriso. “Sono umbro di Perugia – racconta -. Il mio arrivo a Roma è datato 18 agosto 1956. Arrivai da solo, portandomi la brandina da casa. Mio fratello era un autista di autotreni. Un giorno in cui doveva portare delle forniture di grano a Napoli, salii con lui sul camion. Rimasi seduto per tutto il tempo sul cofano del motore. Partimmo alle 10 e arrivammo alle sei del mattino. Mio cognato mi venne a prendere con la macchina e da lì iniziò la mia nuova vita”.

I primi tempi nella Capitale non furono facili, i guadagni erano pochi e la fame tanta, ma Luigi non perse mai la speranza di sistemarsi. “Lavoravo come barbiere. Dormivo a via Valsavio, in zona Batteria Nomentana, e lavoravo a via di Forte Boccea. Prendevo tre autobus. Guadagnavo 5 mila lire a settimana più le mance che mi consentivano di comprare le ciriole, il pane più economico dell’epoca: con 10 lire ne prendevo tre e con 40 lire un etto di mortadella. Qualche volta mi concedevo un cappuccino. Bevevo solo l’acqua del rubinetto e la sera in rosticceria mi mangiavo un calzone che stavo bene per tutta la notte”.

L’onorificenza a Cavaliere della Repubblica conferita a Luigi

Poi la svolta: dopo avere girato vari negozi, nel 1960 Pinzo ebbe il grande privilegio di lavorare come barbiere al Villaggio Olimpico. “Con alcuni atleti divenni amico, come Nino Benvenuti, Bossi, Saraudi, Lo Popolo”. Poi l’arrivo in zona Porta Pia: prima a via Tevere e dal 1977 a via Ancona, un luogo dove ormai è un monumento, quasi come il Bersagliere: “Questa è casa mia da oltre quarant’anni. Ho visto questa zona cambiare tanto, ma un ricordo curioso va agli anni di Tangentopoli, quando molti miei clienti furono inquisiti e scomparvero da un giorno all’altro. E così assistetti di persona alla fine della Prima Repubblica”.

Se oggi dovesse scrivere il suo curriculum Luigi, potrebbe aggiungere un dato significativo davvero importante: “Ho tagliato i capelli a Ciampi e Scalfaro quando erano presidenti del Consiglio e della Repubblica. Ma in quel caso mi fecero chiamare, non li incontrai qui”.

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