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A via Nomentana torna l’incubo degli incidenti

di Claudio Lollobrigida

Ancora una morte sulle strade del quartiere. Ancora a via Nomentana. La tragedia che il 7 febbraio ha tolto la vita a Luis Andriu Figueroa – all’incrocio con viale Regina Margherita – è solo l’ultima di una lista troppo lunga tra il 2008 e oggi.

Il 25enne di origini ecuadoregne era in sella alla sua moto con la fidanzata, quando un impatto mortale con un’auto lo ha ucciso sul colpo, mentre la giovane se l’è cavata con uno shock e un ricovero in ospedale. Secondo quanto riferito dai familiari, che il giorno successivo hanno portato fiori su quel maledetto incrocio, si aspettano aggiornamenti dai carabinieri sulla dinamica. Dalle testimonianze dei presenti sembrerebbe però che Luis sia passato col semaforo rosso.

Lo scorso 23 ottobre invece, tra corso Trieste e via Nomentana, ha perso la vita la 38enne Serena Greco in seguito a un terribile impatto tra due motoveicoli e un’auto.

SERENA GRECO

E il 3 ottobre 2018 un’altra tragedia ha scosso il quartiere. Quella del 17enne Tommaso Mossa, che stava attraversando le strisce pedonali di via Nomentana, all’altezza di via Reggio Emilia. Lì una macchina lo ha investito e il giovane è morto pochi giorni dopo, il 7 ottobre.

Tommaso Mossa

Nel luglio 2015 la stessa sorte è toccata a Mauro Sbragaglia, deceduto in ospedale dopo uno schianto tra la sua Honda e una Mini. Nel dicembre 2012 una donna è invece rimasta gravemente ferita. Nell’ottobre 2013, poi, un altro centauro ha rischiato la vita proprio nel punto in cui è morto Luis.

Fino ad arrivare al 2008, quando via Nomentana ha fatto altre due vittime: Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, investiti da un pirata della strada.

Un semaforo nel segno di Tommaso

Proprio l’attraversamento sul quale ha trovato la morte Mossa verrà eliminato. A spiegare i dettagli del piano sicurezza a RomaH24 è Valentina Caracciolo, presidente della Commissione urbanistica del II Municipio: “Confermo che le strisce pedonali tra via dei Villini e via Reggio Emilia saranno tolte. Quel punto è troppo pericoloso a causa delle auto che escono dal sottovia a grande velocità – dice -. L’attraversamento sarà spostato più avanti, verso Porta Pia. Ed è inoltre imminente l’installazione di un semaforo a pochi metri da quel punto, vicino all’impianto già presente tra via Cagliari e via Reggio Emilia”.

L’attraversamento pedonale di via Nomentana dove fu investito il giovane Tommaso Mossa

Caracciolo commenta poi l’ultimo incidente tra via Nomentana e viale Regina Margherita: “Dopo quanto successo nel 2008 (quando persero la vita Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, ndr) le fasi semaforiche che regolano la viabilità su questo incrocio furono modificate – spiega -. Da allora il rosso dura di più, in modo che per alcuni secondi rimangano tutti fermi. Credo che si sia trattato di una terribile fatalità“.

La petizione di Fratelli d’Italia

Intanto, tramite la piattaforma change.org, è stata avviata una raccolta firme per installare dei dissuasori di velocità proprio dove ha perso la vita Luis. “Negli ultimi anni quell’incrocio è stato teatro di molti incidenti, per questo motivo è stato soprannominato maledetto”, spiegano in una nota congiunta i proponenti della petizione Simone Pelosi, coordinatore di Fratelli d’Italia nel II Municipio, e Leonora Peresso, dirigente romano di FdI.

Caracciolo, però, si dice contraria: “Sulle strade a grande viabilità e con trasporto pubblico i dissuasori non si possono mettere – chiosa -. Su via Nomentana e viale Regina Margherita passano sia i tram che gli autobus, non è fattibile. Bisognerebbe piuttosto che tutti rispettassero i limiti cittadini di 50-70 chilometri orari”.

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