24 agosto 2019 - 15:15 . Nomentana . Cronaca

Viale Etiopia, il sottopasso fa paura. Questi i commenti dei passanti

Il sottopasso della stazione Nomentana fa paura. Le persone che lo attraversano non si sentono sicure. Sono cento passi vissuti col timore di essere derubati. È quanto emerge all’indomani del furto di un cellulare a un anziano cardiopatico da parte di due nomadi.

Dai social alla strada, le impressioni che Roma H24 ha raccolto si assomigliano: “Io là sotto ho paura a passarci da sola, anche di giorno. È sempre stata brutta, angusta e gira brutta gente”. Sono le parole di Patrizia Di Segni. Pensieri che trovano eco nelle altre testimonianze di chi utilizza quotidianamente il tunnel di collegamento tra viale Etiopia e via di Valle d’Aosta. Una sensazione di paura che viene confermata da Patrizia: “Ho timore di scendere per la rampa perché piena di sudiciume, bottiglie rotte ed è frequentata da gente poco raccomandabile”.

Le testimonianze non appartengono però solo a donne. Il senso di disagio che si prova là sotto è comune anche negli uomini, come Gianni Carbini: “Sono lì che aspettano.Vedono dove hai il borsello o la borsa. Ti seguono e non ti accorgi di nulla. Se va bene ti scippano e basta. Se reagisci non si sa come va a finire”. Il figlio della vittima del furto di pochi giorni addietro conferma: “Fino a poco tempo fa lavoravo in un negozio di telefonia in viale Libia e spesso venivano clienti per comprare nuovi telefonini. Spiegavano che i loro erano stati rubati nel sottopasso della stazione Nomentana. Mi sembrava una esagerazione. Ora che è stato colpito anche mio padre posso confermare che quella è davvero la terra di nessuno”.

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