22 Maggio 2020 - 12:15 . Trieste-Salario . Cronaca

Più tavolini all’aperto per bar e ristoranti, ecco la delibera della giunta Raggi

di Daniele Petroselli

Da lunedì prossimo, 25 maggio, bar e ristoranti del Trieste-Salario avranno più spazio esterno per la propria attività in questa fase 2 dell’emergenza Covid-19. Nella notte è infatti arrivata la delibera d’urgenza del Campidoglio, promessa nelle scorse ore dalla sindaca Virginia Raggi. Una buona notizia per gli operatori del settore, messi in ginocchio dal lockdown degli scorsi mesi.

COSA CAMBIA
La delibera permette fin da lunedì ai commercianti di procedere immediatamente a un ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico, “pari a un massimo del 35% da dedicare agli arredi esterni, e saranno esonerati dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico (Cosap) per tutto il 2020″, si legge nella nota del Campidoglio.

Dunque i proprietari di bar e ristoranti potranno “estendersi” all’esterno, occupando fino a un massimo del 35% di spazio in più, fermo restando la ponderazione di quelli che nella delibera vengono riassunti in “interessi pubblici”. A essere assicurati infatti dovranno essere, come si legge nella delibera, il decoro pubblico, la visibilità e la godibilità degli spazi, il distanziamento sociale e anche il diritto al riposo dei residenti. Su tutto vigilerà la polizia locale. La delibera ha valore fino al 31 dicembre.

COME PRESENTARE LA DOMANDA
Come aveva ricordato proprio a Roma H24 il consigliere del M5S e presidente della Commissione IX Commercio Andrea Coia, che aveva presentato una proposta di delibera, sarà necessario da parte dei titolari presentare online al proprio municipio un progetto di ampliamento, elaborato da una figura professionale riconosciuta (come ad esempio un geometra), che dovrà tenere conto del codice della strada. Contestualmente potrà iniziare già a usufruire degli spazi esterni del locale.

Il procedimento di rilascio della concessione si concluderà poi entro sessanta giorni ma intanto potranno partire le verifiche dei vigili urbani. E in caso di occupazioni “abusive”, queste dovranno essere rimosse entro sette giorni.

QUALI CATEGORIE RIMANGONO FUORI DALLA DELIBERA (PER ORA)
Il provvedimento, approvato dalla giunta dovrà poi passare in aula Giulio Cesare. E solo allora sarà esteso anche alle strutture alberghiere “in possesso di abilitazione alla somministrazione anche per i non alloggiati” entro un raggio massimo di venticinque metri dall’ingresso della struttura. Sarà sempre l’assemblea a valutare un’altra proposta, quella di eliminare l’obbligo per i gestori di adeguarsi al catalogo degli arredi urbani commerciali, e quella di mantenere l’ampliamento degli esterni per dodici mesi, con decorrenza dalla data d’invio della domanda.

MA È SCONTRO POLITICO
Come avevamo raccontato, erano quattro le delibere in ballo: quella del presidente della commissione commercio Coia, quella della giunta a firma dell’assessore Carlo Cafarotti e quelle di Pd e Lega. A passare è stata la seconda, ma l’assemblea potrebbe cambiare le carte in tavola. Infatti, visto che si è trattata di una delibera d’urgenza, sarà in vigore sì da lunedì 25 maggio, ma dovrà essere presentata poi in aula per il voto del consiglio. E qui le carte in tavola potrebbero cambiare.

Le due delibere Coia e Cafarotti infatti dimostrano come nella maggioranza ci sia una divergenza sull’argomento del suolo pubblico. In particolare la prima prevedeva una concessione per diciotto mesi (e non dodici) e senza un limite fisso del 35% in più di suolo occupato. Ma queste modifiche potrebbero comunque arrivare in aula e passare. Se così fosse, la delibera iniziale potrebbe cambiare e i rischi per i commercianti sono quelli di ritrovarsi di fronte a nuovi criteri e prescrizioni, quindi addirittura in una situazione di difformità rispetto a quanto previsto dalla legge.

I TEMPI DI APPROVAZIONE IN AULA
C’è da capire però quando potrà arrivare il sì ufficiale del consiglio. Secondo quanto affermato dal Coia, “ci vorrebbero un mese e mezzo, forse due, ma accelerando il tutto entro un mese si può arrivare all’approvazione”.

Ma con l’ok da parte di tutti gli uffici tecnici coinvolti nel provvedimento, si potrebbe arrivare in aula entro due o tre settimane.