21 Novembre 2020 - 16:45 . Trieste-Salario . Personaggi

I dipinti, i bijoux e l’ispirazione del “suo” Trieste-Salario: ecco chi è Francesca Mori

Una passione per il disegno e l’arte in generale infinita. Nei giorni scorsi anche un omaggio speciale a Carlo Verdone, che ha compiuto 70 anni, con un ritratto speciale, dove i contorni del viso erano i titoli dei suoi film. “Un omaggio a colui che segnato tutta la mia infanzia e la mia vita fino ad oggi con i suoi film e la sua comicità unica”. Francesca Mori è una figlia del quartiere: nata a via Tripolitania, ora è a viale Etiopia. Il suo mondo è rimasto il Trieste-Salario.

Da sempre ha vissuto tra colori, tempere, matite, plastilina, perline e qualsiasi materiale possa essere plasmato, e ora ne ha fatto anche un mestiere. “Il disegno ha sempre fatto parte di me, sono cresciuta con una nonna che ha sempre amato fare lavoretti manuali per la famiglia – racconta la Mori -. Da lei ho ereditato questa manualità, ma all’inizio è stato solo un hobby, poi però dopo il liceo linguistico ho deciso di frequentare la ‘Scuola Internazionale di Comics’,  specializzandomi in ‘illustrazione iperrealista’”. E lì è arrivata la folgorazione: “Mi hanno fatto scoprire qualcosa che neanche io pensavo di avere. Da lì ovviamente ho capito che volevo fare questo nella vita”.

Il disegno realizzato da Francesca Mori in onore di Carlo Verdone e dei suoi 70 anni

I ritratti sono la sua passione, “perché nel volto di ognuno di noi, in particolare negli occhi, c’è la massima espressione di sè e della propria anima”. Dopo diverse esperienze in alcune riviste, nel 1999 anche il 4° posto come illustratrice, nel concorso mondiale del Financial TimeIl Passaggio del millennio“. Poi ha aperto le sue esperienze alla computer grafica e a tutto ciò che riguarda la grafica editoriale. Tanto che per 10 anni ha lavorato per un’importante catena di librerie romane.

Nel 2010 però un altro momento chiave della sua vita: “Nato il mio primo bimbo, hanno deciso di lasciarmi a casa. E allora ho dovuto reinventarmi”, ammette la Mori. Che però non si è data per vinta: “Ho ripreso la passione per i disegni, frequentando anche corsi di pittura su stoffa e tessuto. E poi i bijoux e tanto altro. Così ho deciso di aprire una mia attività, la MF Design“.

Un omaggio della Mori al film “Harry, ti presento Sally”

Un’impresa artistica online in un quartiere come il nostro tra i più “artistici” e d’ispirazione nella Capitale. Come se l’aria del Trieste-Salario fosse unica, anche per questo: “Ci sono tanti posti da cui trarre spunti, ma soprattutto dalle persone. È un quartiere che ti da modo, se sei curioso, di trarre ispirazione anche dalla realtà che vivi. Ci sono tante categorie di persone, è un quartiere vivo che ti permette di imparare tanto. E anche creare”.

Il Trieste-Salario è la sua vita sì, in tutti i sensi. Ma è cambiato fin troppo per Francesca: “Era una città-paese – ricorda -. Adesso si è perso un pò questo senso di identità, diversi negozi storici e botteghe che hanno rappresentato l’infanzia di molti hanno chiuso. Facevano colore e comunità, oggi lo è meno una comunità”.

Uno dei bijoux che produce la Mori, cresciuta a via Tripolitania e che ora abita a viale Etiopia

Con l’emergenza Covid-19 anche la sua piccola attività, che l’ha portata ad essere anche decoratrice d’interni ed illustratrice, ha subito un calo importante: “C’è difficoltà. Sono diminuiti i contatti sociali e io lavoravo molto con questi. I guadagni di tutti sono inferiori e io che lavoro su commissione inevitabilmente ho visto una diminuzione delle richieste. Oggi si pensa alla sopravvivenza, allo stretto necessario, alla salute. Il superfluo, anche la parte artistica, viene messa da parte. Ma voglio rimanere positiva“.

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