21 maggio 2018 - 9:41 . Nomentana . Viabilità

Ciclabile Nomentana, le associazioni: “Le nostre proposte per modificare il tracciato”

“Far passare la pista accanto all’entrata di Villa Torlonia è un suicidio”. Guido Fontani e Giuseppe Teano sono due membri di “Ciclabile Nomentana Subito!“, il comitato che da anni segue con estrema attenzione l’evoluzione del progetto. RomaH24 ha deciso di seguirli lungo il tracciato che da Porta Pia si snoderà fino a via Valdarno, pedalando dietro di loro per comprendere quali siano i punti critici. Sono gli stessi già oggetto di un sopralluogo avvenuto il 16 maggio, a cui hanno partecipato la presidente della Commissione lavori pubblici del II Municipio, Valentina Caracciolo, i  tecnici di Roma Servizi per la Mobilità e i rappresentanti di alcune associazioni di quartiere.

Guido Fontani ci introduce al primo nodo: “A Villa Torlonia c’è un problema. Secondo le disposizioni del progetto corrente, qui la pista correrà radente al muro. Questo significa rischiare di investire i pedoni che escono dal parco. Su tutto il resto del percorso, invece, la ciclabile sarà attigua alla Nomentana. Il motivo? La presenza – spiega Guido – di lampioni in stile liberty del 1910, che andrebbero spostati. Si trovano proprio sul percorso della ciclabile, ma sono stati posti sotto tutela dalla Sovrintendenza. I progettisti hanno quindi modificato il percorso ideale della ciclabile. E questo discorso vale anche per il punto in cui la pista incontrerà le ambasciate di Afghanistan e Thailandia”.

Il comitato “Ciclabile Nomentana Subito!” non si è perso d’animo. “Abbiamo segnalato il problema alle istituzioni – dice Guido – e a seguito delle istanze della presidente del II Municipio (Francesca Del Bello, ndr) e delle associazioni, pare che sia imminente un intervento della Sovrintendenza. Non è ancora ufficiale, ma siamo ottimisti. I lampioni liberty vanno spostati, non buttati via. Andranno allineati con quelli moderni e con i platani. Verrebbero spostati un metro e mezzo verso la strada. Così, i pedoni potrebbero camminare lato muro, come nel resto del tracciato”.

Proseguiamo il giro di “ricognizione”. All’altezza del ponte sulla Batteria Nomentana, i ciclisti saranno costretti a scendere dalla bici per poi attraversare la strada a piedi, spostandosi nella direzione di marcia opposta, dove dovranno salire sul marciapiede. “Si verrà così a determinare tanta confusione – avverte Guido – perché pedoni e ciclisti coabiteranno forzatamente per oltre cento metri”. La proposta dei comitati, in questo caso, è di creare un cordolo lungo il marciapiede, dove possano transitare le bici, fino a via Valle d’Aosta. “In fondo questo tratto di Nomentana è largo”, sostengono i rappresentanti delle associazioni. “Non solo – continua Guido – perché verso la metà del ponte si incontrano delle scale che portano a quella che negli anni 60 avrebbe dovuto essere una galleria di negozi sotto al ponte stesso. Ora queste scale sono orinatoi a cielo aperto, sporche e degradate e occupano molto spazio. Lungo questo punto, se il progetto della ciclabile non sarà modificato, si creerà un evidente corto circuito tra pedoni e ciclisti”.

Un altro tema sentito, dibattuto, riguarda la parte terminale del tracciato. “Nelle intenzioni dei comitati – spiega Giuseppe Teano – la ciclabile sarebbe dovuta proseguire fino a piazza Sempione. In realtà si è deciso di portare la pista verso via Valdarno, per poi ricongiungerla alla ciclabile Aniene. Come comitato continueremo comunque a chiedere che il progetto venga esteso, fino a Montesacro da un lato e verso Corso d’Italia e Castro Pretorio dall’altro, intorno a Porta Pia. Bisogna creare una rete sempre più vasta. Altrimenti, dopo alcuni chilometri di pista, tutto finisce nel nulla”. Ma Giuseppe va oltre. Coltiva un sogno. “Vorremmo che in futuro venissero create delle bike lane, ossia delle corsie ciclabili su sede stradale esistente – dice -. Siamo per il superamento della ciclabile stessa. Non vogliamo mai più piste ciclo-pedonali, ma corsie su strada riservate esclusivamente alle bici”.