18 agosto 2019 - 13:18 . Trieste-Salario . Curiosità

Caffè e pasto sospeso, i gestori dei mercati di quartiere danno l’ok all’iniziativa

“Aderiremo sicuramente a questa iniziativa”. Sono le parole di Amedeo Valente, il presidente del mercato Trieste di via Chiana alla notizia della delibera del II Municipio “Pratica del caffè sospeso e del pasto sospeso”. Eredità della tradizione napoletana, si tratta del pagamento di un caffè, un panino o un pasto in un bar, tavola calda o pizzeria, a vantaggio di un anonimo e futuro avventore, che trovandosi in una situazione di difficoltà economica e sociale, può beneficiare di questo gesto solidale.

Amedeo Valente, a destra, presidente del mercato Trieste

Da ottobre gli esercizi commerciali aderenti potranno infatti iscriversi a un albo predisposto negli uffici di via Dire Daua. Alle attività partecipanti sarà fornita un’etichetta adesiva con il logo da apporre all’ingresso. L’albo verrà pubblicato sul sito web del Municipio e sarà aggiornato continuamente. “Tutto ciò che può essere un gesto di altruismo il mercato Trieste lo accoglie a piene mani”, aggiunge Valente.

Il mercato Nomentano

Anche il presidente del mercato Nomentano, Giuseppe Sidoti, apre alla delibera della solidarietà: “Ho già richiesto l’etichetta in questione a Caterina Boca (presidente della commissione Politiche Sociali del II Municipio, ndr). Come operatore ho dato da subito la mia disponibilità. Poi a inizi settembre, al ritorno dalle ferie, ne parlerò con gli altri operatori per aderire tutti. Credo sia un’ottima idea che servirà a tante persone in difficoltà”.

Il mercato di piazza Gimma

Il progetto piace anche a Marco Capotosti, presidente del mercato Savoia di piazza Gimma: “Al nostro interno abbiamo un bar e come commercianti dei banchi non serviamo pasti, ma potremmo declinare l’idea permettendo alle persone di pagare un po’ di spesa in più per chi ne ha bisogno. Bisognerebbe solo capire come organizzarci, in modo che non ci siano i furbi che poi se ne approfittano”, conclude.

LEGGI la notizia del primo locale del quartiere ad adottare questa pratica