Trieste-Salario

La presidente della onlus che difende gli anziani nel quartiere

Ogni giorno, in Italia, 54 persone over 65 denunciano truffe ai loro danni. È il dato allarmante diffuso da un’indagine del Corriere della Sera. Ma nel nostro quartiere c’è un centro di iniziative e servizi a sostegno degli anziani, per aiutarli a contrastare questo fenomeno. Si tratta dell’associazione “Telefono d’Argento onlus” che, nel Trieste-Salario, ha sedi a piazza Vescovio, via Nomentana, piazza di Santa Emerenziana, piazza Quadrata. A presiederla è Rossella D’Agostino.

Signora D’Agostino, ci racconti di più sull’associazione.
“La onlus è nata nel 2001. La nostra missione è che gli anziani che si sentano tutelati in ogni momento. Per questo, oltre a difenderli dalle truffe, organizziamo eventi e pranzi per non lasciarli mai soli, soprattutto nel periodo natalizio. Ma siamo aperti anche a luglio e agosto, questo conforta molto le persone”.

Perché gli anziani rappresentano delle prede per i truffatori?
“Le signore di una certa età, principalmente donne, sono molto sole. Il bisogno di parlare e avere un contatto con qualcuno è tale che danno ascolto a chiunque rivolga loro parola. Metterle in guardia a volte non basta. Vi racconto un episodio: un’anziana era stata convinta da un ragazzo ad acquistare delle enciclopedie. A lei non importava di pagare 1000 euro per volta, in questa persona aveva trovato un confidente. E quando ha scoperto di essere stata truffata, l’umiliazione è stata tale che è andata in depressione ed è morta dopo pochi mesi”.

Qual è la truffa più comune ai danni degli anziani?
“Solitamente vengono fermati, mentre camminano in strada, da una persona a bordo di una macchina. La conversazione inizia con una scusa banale per poi diventare più personale. A quel punto l’anziano si sente coinvolto nei finti problemi del truffatore e cercano di aiutarlo, fino a farlo entrare in casa propria”.

Il “Nastro d’Argento” che consigli offre per combattere questo fenomeno?
“Il nostro suggerimento primario è quello di dire subito che si è associati alla nostra onlus, così da scoraggiare eventuali truffatori. Ogni persona ha un volontario di riferimento sul territorio. Poi raccomandiamo loro di tirare in ballo un parente, per esempio un figlio che di lì a poco dovrebbe arrivare a casa. Ma non è tutto: ci incontriamo spesso con i carabinieri del II gruppo Parioli per cercare di mettere tutti in guardia da episodi simili”.