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Ultimo sabato prima di Natale, così è andata la corsa ai regali nelle vie dello shopping

di Sergio Campofiorito

Il “sistema Roma”, complessivamente, ha retto. Pur con qualche criticità. Sabato 19 dicembre si è aperto l’ultimo weekend prima del Natale, forse quello più delicato sul fronte assembramenti. 

La Protezione civile alla fermata Ottaviano

La tradizionale corsa ai regali rischia di pesare sulla bilancia dei contagi da Covid-19. Per questo la Prefettura ha schierato più di mille uomini nelle principali vie dello shopping della Capitale.

Transenne pronte in via Cola di Rienzo

Sotto osservazione le zone di Ottaviano, Cola di Rienzo, via del Corso, e viale Libia. La Protezione civile è stata schierata a monitorare la metro Ottaviano mentre la Polizia locale vegliava sulle strade di Prati. Sui marciapiedi, pronte all’uso, sono state poste le transenne. Tanta la gente per le strade, ma non troppa seconda la task force schierata dalla Prefettura, così, almeno nelle vie dello shopping di Prati, non c’è stato bisogno di provvedimenti.

La metro Flaminio chiusa

Situazione assai diversa in via del Corso. Le metro Flaminio e Spagna sono state chiuse ma ciò non ha impedito alle persone di ingolfare la direttrice piazzale Flaminio, piazza del Popolo e via del Corso. In diversi frangenti, specie dopo le 18, la Polizia è stata costretta a interdire l’accesso a via del Corso per l’alto numero di persone.

Ressa sui bus in transito a piazzale Flaminio

Chiudere la fermata Flaminio, inoltre, ha comportato un inevitabile assalto agli autobus.

La Polizia blocca l’accesso da piazza del Popolo in via del Corso

Giornata di shopping anche in viale Libia, nel Trieste-Salario, davanti ad alcune insegne, quelle classiche dei doni natalizi (giocattoli, profumi, oggettistica, abbigliamenti) si sono formate code ordinate, anche di una ventina metri. Non c’è stato però bisogno di interventi da parte dello schieramento interforze.

Fila davanti a un negozio di viale Libia

Questa è stata la cronaca dell’ultimo sabato prima del 25, poi, come cantava Freddie Mercury, “Thank God it’s Christmas”. Il primo dell’era Covid.

 

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