1 luglio 2019 - 9:01 . Prati . Cronaca

Prati, così bar e ristoranti devono arrangiarsi con l’umido

Bel dilemma per i ristoratori di Prati: ammassare l’organico nei bidoncini loro assegnati e sperare che un giorno venga raccolto, oppure abbandonarlo nei normali cassonetti incorrendo nel rischio di una salata contravvenzione?

“L’umido? Non passano mai a ritirarlo, li abbiamo visti solo una volta – sorridono amaro Alberto e Serena, dipendenti della Casa del Pane in via Grabau – Non possiamo conservare i rifiuti alimentari per un mese, siamo costretti a gettarlo nei cassonetti”. La stessa storia viene ripetuta da Fabrizio, uno dei gestori del bar Napoleoni: “Sono mesi che non li vedo. Per il vetro e la plastica sono più regolari, l’organico non lo ritirano. Lo butto nei cassonetti normali, quelli utilizzati dai residenti”. Anche per i ristoranti la situazione è paradossale: “Confermo, non passano mai – afferma Alfonso dell’omonimo locale in via della Giuliana – ma è un problema generale, molti colleghi denunciano la stessa cosa”.

Spostandoci di zona, la situazione cambia: “Da dieci giorni circa hanno ripreso con regolarità” – racconta Toni Formichella, della storica trattoria Dino e Toni in via Leone IV. A meno di un chilometro di distanza, vige una condizione radicalmente diversa: intorno a piazzale Clodio e a piazza Mazzini non si ritira l’organico. Altra tappa: piazza Risorgimento. “L’organico? Forse lo ritirano una volta a settimana, se va bene – lamenta il titolare dell’hamburgeria Knick Knack Yoda – “con questo caldo dovrebbero passare due volte al giorno. Noi la differenziata la facciamo, ma l’organico non possiamo conservarlo! Se lo gettiamo nei normali cassonetti ci fanno la multa, se lo teniamo dentro a marcire ci sanzionano i Nas. La situazione è ingestibile”.