Prati | Tano Risi

Tano Risi: “Così è nata la sciarpa per il Mamiani”

di Daniele Petroselli

“Indossa te stesso. Differenziati raccontandoti”. È il motto con cui quattro ragazzi nell’ultimo anno hanno messo in piedi un progetto che sta conquistando ora centinaia di ragazzi dei licei di Roma. Parliamo di “Nash Arpetta”, un’iniziativa che consiste nella creazione di sciarpe uniche dedicate ai licei della Capitale.

E c’è anche un simbolo del nostro quartiere. “L’idea è nata un anno fa, ed era soltanto di fare una sciarpa per me e i miei amici del liceo francese Chateaubriand, per rimanere legati per sempre – racconta Tano Risi, nato e cresciuto a via Adige, nel Trieste-Salario, e tra i promotori del progetto -. Poi fatte le prime grafiche c’è stato il Covid e ho avuto il tempo per sbizzarrirmi e provarne altre. Alla fine, vista la situazione che si è venuta a creare in questi mesi difficili per gli studenti, con il lockdown e le lezioni a casa, abbiamo voluto ampliare il progetto iniziale, per ricreare un’identità e sentimento d’appartenenza con la loro scuola, per farli sentire più vicini“.

La scelta per la prima collezione non è stata semplice. Ma alla fine si è puntato sulle scuole più famose, compresa una di Prati: “Abbiamo scelto 12 licei tra i più rappresentativi ma vogliamo poi allargare ad altri licei – ammette Risi -. Infatti già subito dopo il lancio delle prime sciarpe, siamo stati sommersi dalle richieste di ragazzi che frequentano altri licei che vogliono anche loro una sciarpa. Avevamo però un budget limitato e abbiamo dovuto scegliere, ma speriamo nei passaparola per poi passare alla produzione delle nuove”.

La prima collezione di Nash Arpetta

A Tano è toccata la parte più difficile, quella della grafica delle sciarpe. Un’impresa bella ma anche molto complicata: “Le sciarpe hanno alle loro spalle un lavoro davvero importante, molto più di quello che si può pensare. Ma ognuna può dirsi unica nello stile. Nessuna è uguale all’altra, cosa che magari può capitare magari nel calcio. Quella del Mamiani richiama ad esempio una nota serie Tv tra gli anni 70 e 80, “Miami Vice“, con Don Johnson protagonista, un cult magari per tanti studenti ‘nostalgici’ e l’assonanza è stata immediata. Per il Tasso ho usato tanta simbologia che Torquato Tasso usa all’interno della sua “Gerusalemme liberata”, oltre al richiamo all’animale, usandolo come una sorta di stendardo calcistico. Per lo Chateaubriand, essendo un liceo francese, l’ho fatto in grafica art nouveau e con un carattere che richiama quello delle metro di Parigi. Per il St. Stephen’s c’è un richiamo all’informatica, punto forte di quel liceo. Il Virgilio è stato divertente, riproponendo il suo volto un po’ po-art e con un richiamo alle carriere artistiche e musicali di diversi elementi usciti da quel liceo. Ognuna ha la sua storia, ognuna è diversa nel suo stile proprio per creare un’identità diversa, che deve essere unica”.

La vendita è partita solo pochi giorni fa, ma chissà che a breve anche gli altri licei dei nostri quartieri non avranno una sciarpa personalizzata. Anzi Nash Arpetta.


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