Roma, 23 Settembre 2021 - 14:24

Essere Roma Nord

Sandra Naggar

Artista, voce del comitato Don Minzoni

10 Dicembre 2020

Il valore della gestione del Verde Urbano

Roma giardino d’Europa, così era stato detto all’inizio della giunta Raggi, tante idee, promesse, una su tutte, ricreare il Servizio Giardini.

Al di là di come siano andate le cose e delle basi poste in questi anni, tra le quali l’attesissima fine di tutto l’iter del Regolamento del Verde e del Paesaggio, il Verde Urbano è una necessità per la Salute dei cittadini sul piano fisico e psicologico, oltre ad essere uno degli elementi caratterizzanti del Paesaggio della Capitale. I numeri parlano chiaro, si muore molto di più di inquinamento che di Covid-19, ma non ci facciamo caso, non fermiamo la macchina Italia per tutti i morti da inquinamento, tutt’al più si attuano le domeniche ecologiche, misura che sappiamo essere inadeguata ad un reale abbassamento delle polveri sottili in ambito urbano.

VILLA ADA

Gestire il Verde, al momento, non è compreso sufficientemente né dalle istituzioni, né tanto meno dalla cittadinanza. Per quanto tutto sia presente, dagli studi, alle competenze, dai casi virtuosi, alle intensioni di molti, dal patrimonio presente organizzato in aiuole, giardini, ville e parchi, a quello da organizzare in quelle aree rubate all’agro romano dalla speculazione edilizia, che non è andata oltre il nome che dava ai complessi che costruiva, senza mai realizzare progetti veri e propri di giardini o parchi urbani come si faceva in passato. Eppure, quanto lavoro e occupazione può creare la gestione del Verde con l’impegno costante di intere categorie professionali: agronomi, agrotecnici, arboricoltori, forestali, architetti del paesaggio, progettisti, vivaisti, giardinieri, personale addetto alla cultura del Verde e alla sua diffusione, insomma un esercito! Invece, si ha sempre la sensazione di essere di fronte ad una sorta di improvvisazione dettata dall’urgenza, dove ormai il volontariato è entrato a pieno titolo come forma di piano Marshall per salvare il salvabile.

VILLA BORGHESE

Si parla tanto, sui social, di manutenzione delle aree verdi, di alberi, di parassiti che aggrediscono le piante tra le quali i magnifici pini malati di Toumeyella Parvicornis destinati entro pochi mesi alla morte certa, per assenza di un piano programmato che preveda in automatico la cura fitosanitaria. Invece costringiamo i cittadini ad interminabili appelli che cadono nel vuoto o comunque trovano una macchina del tutto inadeguata alla gravità dei fenomeni, contemplando, di fatto, solo potature e abbattimenti.

Il Codice Stradale dal 1992 prevede l’eliminazione degli alberi ad alto fusto dalle strade fuori dai centri abitati senza distinguere di quale tipo di strada si tratti. In città, sono sempre più i casi di abbattimenti di alberi, senza alcuna sostituzione, lungo intere vie o viali, provocando gravi danni alle abitazioni che vedono salire la calura in casa nei mesi estivi sempre più lunghi e caldi. Per contro, abbiamo i bandi come quello della Regione Lazio che invita a piantare 6 milioni di alberi, peraltro irreperibili sul mercato vivaistico che dovrà essere ampliato sul territorio per poter rispondere alle esigenze di riforestazione. Dove devono essere piantati questi alberi? Quali micro foreste vogliamo veder crescere nella nostra città? Chi mai è in grado di portare acqua ad un albero appena piantato in mezzo a Villa Pamphili o a Villa Ada, dato che il bando richiede la partecipazione dei cittadini per la cura nei primi anni dalla piantumazione del giovane albero?

Se togliamo gli alberi dalle strade, se lasciamo morire gli alberi esistenti perché non li curiamo, se non abbiamo una visione complessiva di tutta la catena della gestione del Verde, pur avendo speso anni di lavoro per formulare un regolamento del Verde e del Paesaggio, considerando che la sua attuazione sarà ancora più dura e complessa rispetto alla sua ideazione e stesura, risulta così decisamente più comprensibile, perché ai tanti appelli dei cittadini per l’ingloriosa fine dei pini in ben quattro regioni e nella Capitale d’Italia, non risponda, di fatto, nessuno!


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