Roma, 6 Maggio 2021 - 8:10

Il quartiere che vorrei

Fabrizio Mencaroni

Architetto e Amministratore del Gruppo Prati di Retake Roma

16 Dicembre 2020

Buon compleanno Prati: ecco alcune curiosità sulla sua nascita

Quando Roma divenne capitale d’Italia si assistette a una crescita marcata della popolazione e una conseguente intensa urbanizzazione. Nel 1870 i Rioni che Roma ereditò dalla precedente situazione di città pontificia erano quattordici (pertanto rioni dal I al XIV, nell’ordine Monti, Trevi, Colonna, Campo Marzio, Ponte, Parione, Regola, Sant’Eustachio, Pigna, Campitelli, Sant’Angelo, Ripa, Trastevere e Borgo).

Lo stemma di Prati

Nel 1874, a tre anni dalla proclamazione a Capitale (avvenuta con la legge n. 33 del 3 febbraio 1871), i rioni divennero quindici con l’aggiunta dell’Esqulino. A questi ne furono aggiunti altri sette nel 1921 (delibera di Giunta n° 20 del 20 agosto 1921, ratificata dal consiglio comunale del 16 dicembre 1921), portando il totale agli odierni ventidue.

Il verbale del consiglio comunale del 16 dicembre 1921

Dal verbale del 16 dicembre 1921: “Istituzione di nuovi Rioni e Quartieri di Roma. L’associazione fra i Romani segnalò la opportunità che, in seguito al notevolissimo ampliamento della città, avvenuto in questo ultimo trentennio, si addivenisse alla istituzione di nuovi Rioni e Quartieri in aggiunta ai quindici Rioni già esistenti (…). La Giunta, su parere conforme della commissione per la nomenclatura stradale, dispone quanto appresso e cioè di:

Aggiungere ai quindici Rioni urbani di Roma, i seguenti:

Rione  XVI.  Ludovisi

“        XVII.  Sallustiano

“       XVIII.  Castro Pretorio (Macao Terme)

“         XIX.   Celio

“         XX.    Testaccio

“        XXI.    S. Saba

“       XXII.   Prati

(…) Il 16 dicembre di 99 anni orsono nasce quindi ufficialmente il Rione Prati entro i seguenti confini naturali: via Leone IV, piazza del Risorgimento, via Stefano Porcari, via Alberico II, piazza Adriana, lungotevere Prati, piazza dei Tribunali, lungotevere Castello, lungotevere Mellini, piazza della Libertà, lungotevere Michelangelo fino al viale delle Milizie e viale delle Milizie.

Il rione Prati presenta una curiosa peculiarità di trovarsi al di fuori delle Mura Aureliane. É l’unica eccezione, insieme a Borgo, alla “regola” che vede tutti i rioni collocati all’interno delle Mura stesse; ciò deriva dal fatto che negli anni Venti del XX secolo Roma si stava espandendo radialmente oltre “l’antico suburbio” e il territorio dei Prati di Castello si trovava, proprio da un punto di vista meramente territoriale, fuori dal perimetro delle Mura.

Inoltre, diceria vuole, che l’impianto urbanistico stradale fosse stato studiato in modo tale che nessuna delle nuove strade avesse come sfondo la cupola della basilica di San Pietro, visti i rapporti non certo idilliaci del Vaticano con lo stato italiano (la stipula dei Patti Lateranensi avvenne otto anni dopo).

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